sizioni contrastanti, specie durante il dibattito che ha seguito la relazione introduttiva. Dopo alcuni interventi da discussione si è spostata sul problema della fondazione della politica in quanto tale: si trattava in sostanza di chiarire se la Morale naturale e il Diritto naturale fossero due realtà distinte o se il secondo fosse parte della prima. Riportiamo alcune battute del dibattito perchè ci sembra che da esse emergano precisazioni notevoli (op. cit. pag. 38 segg.): Goffi: ...Noi diciamo che la politica può rimanere sul piano naturale perchè racchiusa entro il diritto naturale non entro la morale naturale. Se si considera la politica in quanto regolata dalla morale, allora essa è contemporaneamente naturale e soprannaturale, è cristiana. E perchè il diritto può raccogliersi solo sul piano naturale? Perchè riguarda le azioni esterne e non le intenzioni; ossia non è la cosa giusta in tutta la sua perfezione, in quanto essa può aversi indipendentemente dalle disposizioni d’animo. (S. Theol. II, II, 57,1). Rosa: Non riesco a vedere la distinzione che Lei pone tra Morale naturale e Diritto naturale, perchè per me il Diritto naturale fa parte della morale naturale. Goffi: No. Per me la morale sic et sim-pliciter orienta la persona direttamente al bene supremo personale; il diritto naturale unicamente per l’intermediario del bene comune: ossia il diritto è il rapporto che si ha nei confronti del bene comune, cioè essenzialmente sociale. Rosa: La nostra è forse una questione di termini. Per la maggior parte degli autori la Morale naturale è l’insieme di tutte le leggi naturali che regolano la condotta dell'uomo. Il Diritto naturale è il sistema di quelle leggi naturali che regolano i rapporti dell’uomo con i suoi smili. Goffi: Anche qui io e Lei siamo su posizioni diverse. Rosa: Vorrei capire esattamente in quale senso. Goffi: Vede, la legge naturale non è il Diritto naturale. Quando io voglio cercare ciò che è alla base del diritto, vi trovo il Diritto naturale. Quando cerco che cosa sia alla base della morale vi scorgo la legge naturale; sempre sul piano razionale s’intende. Ma se Lei invece mette alla radice un comune denominatore da cui deduce tutto, perchè poi distingue Diritto e Morale? Diritto e morale sono la stessa cosa, o no? Rosa: Sono due cose diverse di cui una (il Diritto naturale) è parte dell’altra (la Morale naturale). Goffi: Il Diritto si distingue dalla morale anche perchè il valore di una azione può sussistere nella sua realtà esteriore, prescindendo dall' intenzione etica della persona che ha posto quell'azione. E questo consente parimenti che sussista un valore sociologico, economico o politico, prescindendo da preoccupazioni morali soggettive. Altrimenti l'uomo politico non potrebbe più distinguere fra res politica (attività sociale esterna) e il suo atteggiamento di coscienza. Rosa: (passim). D’altra parte però anche l’attività sociale esterna comporta delle scelte libere. Quindi è essa pure soggetta alla legge morale. Goffi: Ciò non basta. Se la realtà politica, in quanto tale, dipendesse dall’etica e non dal Diritto naturale, non si potrebbe fare apertura come l’hanno fatta adesso. Rosa: Perchè no? Per me se la cosiddetta apertura fosse contro i princìpi dell'etica, dai cattolici non avrebbe dovuto venir fatta, in nessun caso. Goffi: L'apertura non si potrebbe fare perchè si dovrebbe porre a base di ogni situazione politica il criterio non giuridico ma etico e quindi introdurvi le esigenze di verità filosofica, di soprannaturale, ecc. Autonomia delle scelte politiche. La precisazione del teologo don T. Goffi circa la fondazione della dimensione politica è come si vede veramente fondamentale (9): essa sgombra infatti il campo da ogni residuo integralistico e permette al cattolico di qualificarsi come cittadino e di operare di conseguenza quelle scelte che una visione filosofico - politica della realtà gli impongono. In quel perimetro hanno il diritto di configurarsi sia la politica che l’economia come scienze autono- 71