politico realizzarsi non come annullamento degli altri momenti ma come direzione, come sintesi e sbocco di tutta una serie di spinte che maturano nella società. Ed ecco anche la possibilità che l'unità di direzione politica del nuovo Stato socialista si realizzi non attraverso un solo partito, ma attraverso una collaborazione (è dibattito e confronto) fra più forze politiche di orientamento socialista. Noi accettiamo il metodo della maggioranza e minoranza.... noi prospettiamo l’organizzazione di un potere socialista e di uno Stato proletario in cui determinati diritti politici — di voto, di parola, di organizzazione ecc. — siano riconosciuti a tutti, anche a uomini e gruppi che non sono di orientamento socialista... Quanto più estesi saranno i diritti di libertà politica, tanto più dovrà essere rigorosa la lotta per colpire le basi economiche del vecchio ordinamento e la lotta per rinnovare gli istituti democratici, per collegarli alle masse, per animarli e renderli efficaci contro la resistenza delle forze del passato... L’esistenza di una rete di autonomie, di determinate libertà e anche di diritti individuali ci si presentano come elementi importanti per dare realtà e sviluppo ad esigenze e valori che la classe operaia eredita dalla storia, fa propri e assume nel patrimonio e programma del movimento rivoluzionario. L’affermazione e lo sviluppo di determinati diritti di libertà non sono concepiti da noi come concessioni agli altri e rinunce allo scontro di classe, ma come un terreno e un modo di condurre la nostra battaglia contro l'avversario di classe, che è più complesso e difficile, ma che contiene un grande potenziale unitario, di coesione rivoluzionaria , di forza creativa... ». Ora, a noi sembra che quando si vuol porre il « dialogo alla prova » fra le due forze decisive della società italiana sia proprio la volontà di rinuncia all'« assoluto » e all'« univoco » ciò che permette di discutere e di operare per fini comuni. Non ci si fraintenda quando parliamo di rinuncia all’« assoluto »: per i cattolici, in quanto tali, non ha evidentemente alcun senso il rifiuto dell’Assoluto (con l’A maiuscola): Esso è il « Punto Omega » che li qualifica come credenti. Per essi vale esattamente l’opposto di quanto sostiene A. Natta: « ...noi non crediamo nell’eternità della religione, noi crediamo nell’eternità della storia »(11) Su questo piano, e non può essere altrimenti, i cattolici rimangono sull’altra sponda. I cattolici, come cittadini e soltanto come tali, devono rinunciare ad « ideologizzare », ad assolutizzare gli enunciati e le conquiste transeunti delle cristianità storiche in cui essi operano. Ciò del resto è un fatto acquisito per le scienze naturali, ma si può asserire che lo sia altrettanto per le scienze sociali e, in particolare, per la politica e l’economia? Non stanno essi trasformando, proprio ora, nel momento della sua crisi più acuta, la « democrazia » in un feticcio, in un paralizzante tabù di cui non avvertono la sostanziale incapacità a combattere lo sfruttamento e la solitudine dell’uomo? Non è necessario citare documenti di preti operai o di settimane sociali recentemente svoltesi in Francia e altrove: questi problemi sono emersi in Concilio e sono stati oggetto di interventi precisi in dal 1923 Russo veste Mantova elegante tessuti nouiià R USSO MANTOVA - Corso Umberto I, 9 - Tel. 21604 75