glia di fondo al fine di trasformare l’attuale assetto proprietario da garanzia di privilegio e di sistematica inversione dei valori a condizione diffusiva di libertà. Entro certi limiti questo rapporto è in atto: a livello sindacale, per esempio, per obbiettivi immediati di ordine prevalentemente economico, oppure su libri e riviste sotto forma di delucidazione di princìpi, di revisione di testi, di interpretazioni storiche. Ma fra questi due estremi c’è il vuoto, o quasi del dialogo politico, c’è la separazione culturale, ci sono i pregiudizi e i settarismi (da entrambe le parti: il dogmatismo è una forma mentis che non ha niente da spartire col Dogma). Non si può continuare, per fare un esempio da parte comunista, con la puntuale antistoricistica polemica che contrappone su due sponde opposte Giovanni XXIII e Pio XII quasi che i cattolici debbano qualificarsi unicamente in ordine ad una scelta manichea di fronte a questo inesorabile aut-aut. D’altra parte, i cattolici, i democristiani quali obbiettivi credono di poter raggiungere sul piano della « democrazia », della « libertà » e dei « valori » riesumando il cadavere dei comitati civici e insistendo in una visione talmudica del comuniSmo che si compiace di fermarsi all’Ungheria senza tener conto di tutte le responsabilità passate e presenti (a suo tempo ricordate da Berdjaev) e senza tener conto, soprattutto, che alla luce di una osservazione attenta, sofferta e mai disperante, il concetto maritainiano della pluralità delle cristianità storiche, manifesta oggi tutta la sua validità anche per le società socialiste? CARLO PRANDI (1) « 11 dialogo alla prova » - Cattolici e comunisti italiani, Vallecchi 1964. Vi hanno collaborto: M. Gozzini, N. Fabro, R. Orfei, G. P. Meucci, D. Zolo (cattolici); L. Lombardo Radice, L. Gruppi, A. Cecchi, I. Delogu, S. Di Marco (comunisti). (2) La letteratura sul problema della persona nel Cristianesimo è vastissima: ci limiteremo ad alcune citazioni tratte da volumi la cui lettura riteniamo oltremodo utile: « Possiamo dire che l’attività organizzatrice e l’attività immanente tengono il campo del temporale, hanno per termine l'uomo; l’attività religiosa quello dell’eterno, ha per termine Dio. Le prime due attività attuano il tem- porale; la terza si inserisce nell’eterno » (J. Mouroux, Senso cristiano dell'uomo. Morcelliana, pag. 15). « La persona è l’ente che esiste sotto la forma più salda e più perfetta. Il ciottolo, la pianta, l’animale stesso esistono realmente, ma d'una esistenza provvisoria, precaria; la persona umana, al contrario, esiste in se stessa, da se stessa e per se stessa (id. pag. 44) ». « E’ voluta secondo la sua propria individualità, non è dunque un mezzo nè per la specie, nè per l’universo: la persona è un fine ». (id. pag. 156). « Aristotele definisce l’uomo animai rationale, un animale ragionevole. Secondo tale definizione l’uomo è composto da un lato di un modo d’essere sensibile, esteso e materiale, dall’altro di un modo d’essere spirituale. Il rapporto fra due diversi modi di essere si può variamente determinare, ma una cosa rimane certa, ed è che qui si tratta di costitutivi immediatamente e per prima cosa il sistema interno degli elementi costitutivi, ma la relazione vitale con Dio... Ambedue le concezioni non si escludono, ma piuttosto si completano, pur rimanendo essenzialmente diverse (M. Reding, La struttura dell’esistenza cristiana, Ed. Paoline, pag. 48-49). Si veda pure: Maritain, L’uomo e lo stato, Vita e pensiero, pagg. 94-128. (3) J. Villain, L’insegnamento sociale della Chiesa, Centro Studi Sociali, pag. 19. (4) L. Orabona, Cristianesimo e proprietà, Studium, pag. 62. (5) L. Orabona, op. cit., pag. 148. Per un ulteriore approfondimento della questione rimandiamo, oltre naturalmente ai testi della Patristica, facilmente reperibili, al saggio dell’Orabona, a « Il pensiero politico cristiano dai Vangeli a Pelagio » (a cura di G. Barbero)- UTET, e all’opera, da considerarsi ormai un classico di E. Troeltsch: « Le dottrine sociali delle chiese e dei gruppi cristiani » (2 voli.), La Nuova Italia. (6) A. Vykopal, La dottrina del superfluo in S. Tommaso, Morcelliana, I ediz. pag. 28-29. Vedi anche l’articolo di D. Zolo sul volume « Dialogo alla prova ». (7) Vedi: « Atti del I Symposium di Sociologia religiosa », Morcelliana. (8) Op. cit., pag. 30. (9) Per una più esauriente trattazione rimandiamo al volume di T. Goffi, Laicità politica e Chiesa, Ediz. Paoline. (10) «La politica regge la società, la morale guida l'uomo, la religione regola i rapporti che corrono fra l’uomo e Dio. Sono tre campi diversi: la società non è l’uomo e tanto meno va confusa e identificata con Dio; e l’uo- 77