la validità morale e, in certi punti, anche artistica, e infine l’esasperazione polemica, cattiva quasi, tutta fondata su delle ipotesi, che non fanno storia nè critica seria, dell’opera di Rolf Hochhuth. Ma resta, di là da tutte le considerazioni e le giustificazioni, il massacro di sei milioni di ebreti, o meglio — perchè qui è il punto — di sei milioni di uomini. Scrive Carlo Bo: « Certo la Chiesa... ha il compito di portare in salvo la nave, la barca di Pietro, ma nel caso dell’ultima guerra c’era un altro obbiettivo da prendere in esame e tener presente: la sorte dell’uomo, il destino della materia prima della nostra storia » (9). Prima che ebrei, cattolici, protestanti, mussulmani, atei, si è uomini. Se invece di sei milioni (ma nel '43 e nel '44 questa cifra era ignorata: facciamo la metà) di ebrei fossero stati sei milioni di cattolici, il Vaticano avrebbe taciuto? Impensabile. E siamo daccapo; tacere nel caso di ebrei, parlare nel caso di cattolici. Uomini e no, come direbbe Elio Vittorini. Lucio Lombardo Radice coglie nel segno, a prescindere dagli atti di carità e dai rifugi dei conventi, voluti dallo stesso Pontefice: « Il Vaticano taceva quando la dignità dell’uomo era offesa, calpestata, derisa nel fratello comunista o nel fratello ebreo, protestava solo se i suoi fedeli erano toccati come fedeli (10), se i privilegi che la Chiesa aveva ottenuto di ottenere con i Concordati non erano rispettati ». (11) 3) Cristiani fedeli alla terra e all'uomo come fine A questo punto, sulla scorta degli studi di A. C. Jemolo (12), di Mario Bendi-scioli(13), di G. De Rosa (14), di L. Salvatorelli (15), per fermarsi ad autori sottomano e non sovversivi, verrebbe la tentazione di accennare alla « politica concordataria » di Pio XI (distanziamento del Vaticano dal Partito popolare, avvicinamento al fascismo, ecc.); ma onestà vuole che si riconossca come proprio Pio XI, dopo lo scatenarsi del neo-paganesimo fascista, a seguito dell’allineamento con le folle persecuzione antisemitica e col razzismo decisamente anticristiano e antiumano, si preparava persino a denunciare il Concordato (cfr. le rivelazioni di Gio- vanni XXIII sul discorso che Pio XI a-vrebbe dovuto pronunciare l'il febbraio 1939, in occasione del decennale del Concordato: il vecchio Pontefice morì il giorno prima). L'autore di queste note confessa che fu proprio la lettura, dal '39 in poi, dell’Os-servatore Romano e della Civiltà Cattolica (ai quali era abbonato), a dargli la consapevolezza della rivolta cattolica al fascismo, nella misura in cui questo movimento si configurava sempre più contro il rispetto dell'uomo. Da qui la resistenza culturale e morale, in primo luogo, dei cattolici. Scrive un sacerdote, protagonista di quella ribellione: « Fu la coscienza di un popolo che, ritrovate le profonde sorgenti della propria vitalità spirituale, insorse contro gli intollerbali arbitri dell’oppressione domestica e straniera, per affermare gli inalienabili diritti dell’uomo in quanto tale, ossia come persona, ad una vita libera, giusta, dignitosa » (16). Fedeltà all’uomo in quanto tale. E’ il primo impegno del cristiano, se vuol cominciare il dialogo della salvezza. Partire dall'uomo, mai prescinderne. Prima fare i conti, e pagare i debiti con l’umano; poi è permessa, lecita, accettabile la trascendenza. Questa è la lezione attualissima del già citato teologo tedesco, il gesuita Karl Rahner(17), e, soprattutto, del « gesuita proibito » (18) Teilhard De Chardin. Il profilo e la raccolta di saggi a cura di Paul Grenet portano un titolo veramente significativo, quasi il programma dei gesuita francese: « Il cristiano fedele alla terra » (19). Che le idee di Teilhard De Chardin, ardite e contrastate come quelle di Galileo, siano già accolte dal Concilio Ecumenico, è tesi troppo ottimistica (20); ma pur con tutte le doverose riserve, è certo che il messaggio dell'alverniese ha già trovato, e troverà sempre più accoglienza, dentro e fuori del Cattolicesimo. Basti questa citazione: « Il Cristianesimo nella misura in cui cessa di coprire (come invece dovrebbe) tutto l'Umano sulla terra, perde il mordente della sua vitalità e il fiore della sua attrattiva. Risultando sottoumanizzato, esso non soddisfa più integralmente i suoi fedeli. Non è più contagioso presso i miscredenti. Non è più così resistente contro i suoi avversari... Alla magnifica carità cristiana manca attualmente, per renderla definitivamente attiva, 81