quella quantità sensibilizzante di fede e di speranze umane, senza la quale, di diritto o di fatto, nessuna religione non potrebbe altrimenti apparire all’Uomo che insipida, senza calore e inassimilabile » (21). Con l’invito a leggere qualcosa intorno a Teilhard De Chardin (ottima, oltre alla presentazione prima riportata, l’introduzione di N. M. Wildiers: (22) mi permetto ancora, tra le intuizioni più suggestive e cosmiche, di accennare alla « Messe sur le monde », a testimonianza di una estrema fedeltà alla terra. In una lettera inedita, riportata dal suo maggiore bibliografo, Claude Cuénot, (23) Teilhard scrive queste impressioni sulla Cina, ove si svolse gran parte della sua attività scientifica: « Quando cammino col mulo, per intere giornate, ripeto, come una volta — in mancanza d’altra messa — la « messa sul mondo » che conoscete, e credo di dirla con più lucidità e anche con più convinzione d’una volta. Che bella ostia questa vecchia Asia, ostia morta per il momento (credo), ma che porta, nella sua polvere, le vestigia d’un così lungo lavoro, del quale ora approfittiamo ». Prima di tutto, dunque, fedeli alla terra, fedeli all’uomo. Come Charles Péguy piano storico, ossia sul piano concreto, la sua funzione è esaurita » (27). Il Cristianesimo non è finito, non finirà. Ma questo non è il punto. Il Cristianesi- BIBLIOGRAFIA CITATA (1) Maritain, Umanesimo integrale, Boria, Torino, pag. 78. (2) Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, La Scuola, Brescia. (3) C. Gnocchi, Ibidem, pag. 3. (4) C. Gnocchi, Ibidem, pag. 211. (5) Il dialogo alla prova, Vallecchi, Firenze. (6) G. Finzi, La nuova arca, Rizzoli, Milano, pag. 21. (7) Nazareno Fabbretti, prefazione del disco « La strada della pace », ed. Adesso, Milano. (8) Rolf Hochhutii, Il Vicario, Feltrinelli, Milano. (9) R. Hochhuth, pag. 12. (10) G. Della Torre, Azione Cattolica e Fascismo, Ave, Roma. (11) L. Lombardo Radice, Dialogo alla prova, pag. 95. (12) A. C. Jemolo, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino. (13) M. Bendiscioli, La politica della S. Sede 1918-1938, Firenze. (14» G. De Rosa, Storia politica dell'azione mo sarà efficace nella misura in cui sarà umano, cioè sarà, genuinamente, se stesso. L’eternità comincia nel tempo (28). L’uomo eterno si salva quaggiù. Nunc et semper. (che per « rimanere socialista ha dovuto farsi cristiano », come annota Primo Maz-zolari nella prefazione a « Un uomo libero ») che scrive, ad un certo punto: « I bigotti: siccome non sono umani, credono di essere divini. Siccome non amano nessuno, credono di amare Dio » (24). E' la tesi della « Farisea » del Mauriac. Dall’Umanesimo cristiano al Cristianesimo umano. Potrebbe essere il titolo di una ricerca, o meglio, di un programma, di cui le osservazioni che precedono rappresenterebbero, volta per volta, l’annuncio, l’esistenza, la testimonianza. E con ciò lo scrivente rifiuta la tesi di Alberto Moravia che, nel saggio L’uomo come fine, (25), dopo aver condannato (il saggio fu scritto nel 1946) il machiavellismo del mondo moderno (cfr. in un altro saggio della raccolta la stroncatura del Machiavelli: (26) ha concluso che, se siamo tutti cristiani (« non possiamo non dirci cristiani » diceva, storicisticamente, il Croce), e anche Hitler era cristiano, il Cristianesimo è finito. « Si dirà: allora il cristianesimo è fallito. No, non è fallito, anzi il suo successo è stato completo; ma, sul cattolica in Italia, Bari. (15) L. Salvatorelli, La politica della S. Sede dopo la guerra, Milano. (16) G. Cavalli, in Fascismo e antifascismo, Feltrinelli, Milano, pag. 548. (17) K. Ranher, La libertà nella Chiesa, Boria, Torino. (18) G. C. Vigorelli, Il Gesuita proibito, Il Saggiatore, Milano. (19) P. Grenet, Il cristiano fedele alla terra, Vallecchi, Firenze. (20) M. Gozzini, Concilio aperto, Vallecchi, Firenze. (21) P. Grenet, op. cit., pagg. 78-79. (22)N.M. Wildiers, Introduzione a Teilhard De Chardin, Bompiani, Milano. (23) C. Cuénot, Teilhard De Chardin, Il Saggiatore, Milano, pagg. 56-57. (24) C. Péguy, Un uomo libero, La Locusta, Vicenza, pag. 103. (25) A. Moravia, L’uomo come fine, Bompiani, Milano. (26) A. Moravia, Ibidem, pagg. 115-134. (27) A. Moravia, Ibidem, pagg. 212-213. (28) F. Montanari, Tempo eterno, Stu-dium, Roma. 82