golo la sua sventurata Chiarina. Uno dei due, che eccelleva sul compagno non tanto per grado quanto per dottrina e conoscenza dell’arte culinaria, subito pensa di mandare ad effetto una beffa ingegnosa. E dice al compare: — Fermati un poco, frate Baldracco. Sto pensando come potremmo fare per pigliarci quella vaccherella che ’sto villano conduce in buon punto verso di noi. — E Baldracco: — Così sia, frate Rocco. Sono pronto ai tuoi comandi. Se riusciremo a farla stare nella nostra pignatta, passeremo un discreto carnevale. — Detto e fatto: frate Rocco si leva la tonaca e in un istante appare in farsetto, vestito come uno zerbinotto. Se lo guardi con attenzione, ora che s’è cavata la tonaca, giureresti che è adatto alla ronca e allo spiedo di Bologna, più che a portar la croce e a dire la messa; immaginalo senza chierica, e vedrai un pezzo di soldato fatto e finito. Baldracco, da parte sua, si nasconde in una macchia, secondo gli accordi presi e in conformità del piano preordinato. Frate Rocco si fa incontro a Zambello con l’aria di un laico che cammini di buon passo: — Dove vai — lo apostrofa —, birba d’un villano? E dove conduci quella capra? E Zambello: — Che capra? Canchero, è vacca, non capra. Che dici? E frate Rocco: — E’ capra. Hai bevuto un po’ troppo, o villano. Risponde Zambello: — Sei proprio guercio, se la mia Chiarina ti sembra una capra. E frate Rocco, bravando: — Ti venga un canchero negli occhi: è una capra, ti dico. Replica Zambello: — Ti prego, mettiti gli occhiali sul naso, e vedrai che stai prendendo una topica. Credi che non sia capace di riconoscere una vacca, o una capra? Questa bestia porta forse la barba come quella delle capre? caca forse bacole? La capra non ha coda; e questa invece ha una coda lunghissima, e quando grida non fa be con la bocca, ma bu. Dice frate Rocco: — E’ capra, perchè porta le corna. Tu le hai tagliata la barba e l’hai incollata sul di dietro, come se fosse una coda. — Non faccio il barbiere io — dice Zambello —; e poi non saprei come fare per radere questa vacca. Piuttosto sarei capace di mungerla. — Non dire — replica frate Rocco — « Son capace di mungere la vacca ». Di’ piuttosto: « Son capace di mungere la capra ». — Non ho l’abitudine di dire bugie — risponde Zambello —: Chiarina è una vacca. Frate Rocco finge di arrabbiarsi; comincia a bestemmiare e poi dice: — Continua pure a chiamarla vacca. Bene: vuoi giocarla contro otto scudi, se è vero che è una capra? La vuoi giocare, sì o no? 91