tanto per cause meramente lessicali, quanto proprio per cause etnografiche. Se la traduzione quindi è un problema più che altro etnografico, ne consegue che la civiltà occidentale, la cui profonda e vastissima esperienza e informazione culturale implica la possibilità di ricreare infinite equivalenze di comportamento (tanto più che ha saputo creare la etnografia), è la conferma della legittimità di una teoria della traduzione e di una vera pratica scientifica della traduzione. 14) Tuttavia il metodo etnografico perde la sua validità quando si voglia giungere ai significati delle lingue nelle quali si obbiet-tivano civiltà scomparse. La comprensione di queste lingue sarà possibile nella misura in cui potremo addentrarci nella civiltà di cui sono l’espressione. La scienza che ci permetterà la traduzione sarà allora la filologia, e la filologia è in ultima analisi la comprensione della cultura totale di un popolo; essa ci consentirà, al pari della etnografia nell’ambito delle lingue vive, di interpretare la realtà espressa nelle lingue scomparse. 15) Nell’ultimo capitolo, prima della conclusione, il Mounin riprende in esame il problema della traduzione, considerandolo dal lato della impenetrabilità reciproca delle strutture sintattiche. In realtà la struttura sintattica riflette il modo con cui ogni popolo concepisce e raffigura la realtà non linguistica. Se noi ammettiamo nell’ universo strutture causali, temporali o modali, il ricorso all’una piuttosto che all’altra, implicherà un diverso modo di interpretare lo stesso fatto invariabile, e di conseguenza, data l’impossibilità di una corrispondenza fra piani diversi di interpretazione del reale, una impossibilità della traduzione. Si è tentato, per più vie, di risolvere il problema colla ricerca di universali della sintassi; le ricerche, nonostante gli sforzi compiuti, non hanno dato ancora nessun esito soddisfacente. L’esistenza di tali universali può essere postulata, perchè tutte le lingue umane ricorrono a una stessa specie di strumenti tecnologici cioè fonatori. Comunque, anche ignorando i risultati, invero scarsi, ottenuti dalle ricerche sugli universali della sintassi, non si può negare che vi è sempre alla base un elemento semantico comune. Anche quando le strutture sintattiche di due lingue siano incommensurabili, si potrà sempre attraverso i tratti semantici pertinenti, risalire alla situazione, dalla quale sarà possibile l’avvio alla traduzione. 16) Conclusione. Le difficoltà e i problemi della traduzione sono stati formulati in modo razionale sino dall’antichità. Tuttavia una indagine veramente scientifica, cioè linguistica, è stata condotta soltanto nei tempi moderni. Il problema della traduzione si presentava sotto due aspetti: 1) impossibilità di una traduzione totale; 2) riconoscimento indiretto che la traduzione fosse sempre e comunque possibile, data la universalità delle forme della conoscenza. Essendo prevalso nel corso della nostra civiltà il postulato della identità dello spirito umano, ed essendo stato interpretato il linguaggio più che come istituto, come facoltà, si è ritenuta sempre possibile la traduzione. Il Mounin conclude affermando: 1) l’esperienza personale, nella sua unicità, è incomunicabile; 2) in teoria, le unità di base — fonemi, monemi, tratti della sintassi -— di lingue diverse non sono sempre commensurabili; 3) però, data la possibilità di riferimento a situazioni comuni tra i parlanti, la comunicazione è possibile. Perciò dovranno rigettarsi le due tesi estreme della totale possibilità e della totale impossibilità della traduzione. « La linguistica contemporanea tende a definire la traduzione come una operazione avente carattere di relatività nei suoi risultati, e di variabilità a seconda dei livelli della comunicazione ». In realtà la traduzione non è mai esau-stivamente compiuta. Una conoscenza sempre più approfondita di una lingua, intesa nel suo complesso strutturale come nei suoi messaggi soggettivi, la ricerca più ampia di situazioni comuni, la moltiplicazione dei contatti chiarificatori, rendono sempre possibile il rinnovarsi della traduzione. NOTE Mentre era in corso di stampa il presente articolo, la casa editrice Einaudi pubblicava, in traduzione italiana, il volume «Traductions et traducteurs» di Georges Mounin (« Teoria e storia della traduzione»), dove i problemi della traduzione sono studiati soprattutto sotto l’aspetto pratico. (1) A. Pagliaro, La parola e l’immagine, Ediz. scient. Napoli, 1957, pag. 294. (2) A. Pagliaro, idem, pag. 352. (3) B. Terracini, Conflitti di lingue e di cultura, Venezia, 1957, pag. 77. (4) Enciclopedia Universal Ilustrada Europeo-Americana, tomo LXIII, p. 508. 103