S. Francisco). Le ragioni di questa scelta sono evidenti e molteplici, prima fra tutte le considerazione che la California è assolutamente diversa dall’America dell’Est, vi si respira un’aria più mediterranea, latina, lontana dall'opprimente atmosfera dei fitti grattacieli di New York, dall’affannato attivismo di Wall Street, l’ingranaggio della società industriale non si è ancora sostituito ad ogni altro tipo di relazione umana. Non a caso, Henry Miller, il più anticonformista degli scrittori d’America, dopo un soggiorno in Europa >;i è stabilito a Big Sur poco distante da S. Francisco, oggi poi S. Francisco si pone come alternativa totale a New York e gran parte degli hipster è di origini, più o meno lontane, europee e questo fondo contribuisce profondamente a condizionare le sue scelte. Da S. Francisco dunque viene la protesta dei beatniks, il rifiuto della massificazione, del livellamento amorfo dell’individuo nella società, il rifiuto di una idea della poesia intesa come merce, e qui cade opportuno il discorso di un europeo, Enzensberger, con la sua poetica dell’antimerce, ma con la differenza sostanziale che Enzensberger partendo daH’irraziona-le tenta di approdare ad una nuova razionalità, la beat generation esaurisce nella sua irrazionalità ogni motivo di ribellione. Leggiamo le mansuete farneticazioni di Gregory Corso in matrimonio. Ma sposarmi rinsavire come sarebbe bello tornare a casa da lei e sedermi vicino al fuoco mentre lei [cucina giovane e graziosa con il grembiule a [desiderare il mio bambino e così felice per me da lasciar bruciare il [roast-beef e viene a piangere da me... O cosa sarebbe! Certo gli darei per capezzolo un Tacito [di gomma un sacco di dischi rotti di Bach per [sonaglio appenderei Della Francesco tutt’intorno [alla sua culla cucirei l’alfabeto greco sul suo bavaglino e costruirei per il suo giardinetto un [Partenone senza tetto No, ho paura che sarei un padre di [quel genere niente campagna niente neve niente [finestra silenziosa ma frenetica puzzolente convulsa New [York City sette rampe di scale, scarafaggi e topi [sui muri una grassa moglie reichiana che strilla da [sopra le patate Trovati un lavoro! E’ facile riconoscervi gran parte della polemica che la beat generation va svolgendo contro la società americana, nella ricostruzione idillica di un rapporto affettivo tutto trepido e teneramente umano in opposizione alla tragica previsione del tralignamento anche del senso della famiglia in una società tragicamente presa e soffocata dalla miseria dei suoi miti nella New York disumana di oggi. Ma il sogno idillico di una nuova innocenza e purezza, l'oasi di S. Francisco, non sono spesso sufficienti a risolvere il nodo drammatico delle coscienze violentate, non guariscono che sporadicamente e allora la fuga è totale, ogni ponte, ogni possibile aggancio è perduto nell’incontro, fatale nei beatniks come in molti suonatori di jazz, con i paradisi artificiali della droga: 4 Prese e mi sento in estasi in mutande a letto, cotone bianco nella mano sinistra, archetipo degenerato, sapore di sangue in bocca e di Poltrona di Dentista musica, Fragorose Scoregge di Eternità Esperienza alla solitudine, alle angosce deliranti: tutto ciò cementa in un solo blocco, restituisce, nella violenza dello strappo, il senso della propria individualità e del suo valore, crea la fratellanza fra i beatniks: chi ama se stesso ama me che amo me stesso, dice Alien Ginsberg e di rincalzo, con meno lucidità ma con più sofferenza, Bob Kaufman conferma la tenacia del legame: Qualcuno che io sono è nessuno Qualcosa che io ho fatto è niente. Qualche posto dove sono stato è nessun [posto. Io non sono me. Che dire delle risposte per le quali devo trovare domande, 124