solitudine; il suo senso dell'esistenza, perciò la sua poesia, non può non vertere su questa essenziale solitudine, o, se si vuole, su quest’angoscia; non può comunque non essere poesia dell’interiorità: la disintegrazione del discorso logico nella poesia di oggi, ha proprio questo senso preciso: la carica emotiva che possiedono le parole o le immagini, non ha più la possibilità di disporsi secondo un ordine logico, poiché l’unico ordine precostituito che l’uomo trova esistente, è quello meccanico delle cose; ma neH’interno profondo di se stesso l’uomo non trova l’ordine, bensì il caos, non successioni conseguenti, ma lampeggiamenti irrazionali; è vero che non si può vivere se non disciplinando in se stessi questo disordine e questa irrazionalità, ma mentre una volta anche questo discipli-namento faceva parte della più intima vita interiore delTuomo, mentre i meccanismi naturali sembravano simboli di un’armonia immanente in tutto l’universo, mentre insomma quei lampeggiamenti dell’irrazionale rimanevano al di sotto della soglia della coscienza e acquistavano cittadinanza umana solo dopo essersi mansuefatti nella disciplina della ragione, ora invece l’autodisciplina è divenuta solo un atto pratico necessario per sopravvivere, l’ordine delle cose un meccanismo oggettivo che non ha niente di umano e l’unica vera vita interiore dell’uomo è ridotta a questo pulsare dell’irrazionale. La poesia dunque non può che essere improvvisa, illuminante visione o grido irrazionale, espressione comunque del caos interiore, irrelazione; significativa è appunto la crisi di linguaggio che la travaglia, del tutto simile alla crisi del linguaggio musicale di cui si è parlato in quest’articolo. Questo spiega il perchè di quei « deliri muti » di Stockhau-sen: anche il suono infatti è sempre un’entità logica, implica sempre una relazione; in tutte le scale musicali, dalle greche alle orientali, alla nostra temperata, nessun suono è isolato: tutti fanno parte di un sistema, di una gerarchia, di una rete sottile ma solidissima di reciproci richiami. Il tentativo di Schoenberg e della scuola dodecafonica di liberarsi di questo sistema di relazioni, è fallito perchè in realtà Schoenberg non ha affatto annullato le relazioni naturali esistenti fra i suoni, ha semplicemente cercato di evitarle: se una melodia tradizionale o popolare si sviluppa seguendo un itinerario che rispetta la gerarchia naturale dei rapporti che legano fra loro i suoni della scala, una melodia dodecafonica sì sviluppa secondo un rigido sistema di giri viziosi che tende appunto a evitare questi rapporti, ma che naturalmente non può annullarli: finché si maneggiano suoni, non è possibile sottrarsi a questa loro struttura logica, a questa specie di causa-effetto che li lega indissolubilmente. Alla luce di questo parallelismo con la poesia, diviene chiaro dunque il perchè di quell’ansia di distruzione del suono e di ricerca di rumori o vibrazioni sonore irregolari, che pervade tutta la musica contemporanea: non è che una svalorizzazione della fiducia nella struttura logica della mente umana, che non simboleggia più armonia universale, ma è ridotta a un utile, pratico schema. ............ dal 1926 al servizio della Scuola Casa Ufficio Industria Biblioteca Magazzini di Cartoleria - Libreria F.lli MORESCHI fu Giuseppe di NEREO & M. MORESCHI MANTOVA - Via XX Settembre, 39 - Telefono 23.247 Reparto Cartoleria : Carta - Cancelleria - Stampati - Rilegatoria. Reparto Libreria : Libri di tutte le edizioni Nazionali ed Estere. Per la vostra Biblioteca e per la vostra Professione 45