Tre mostre di pittura a cura di Renzo Margonari La stagione artistica è stata ricca di avvenimenti importanti. Qui non si poteva, per vari motivi, raccogliere tutto il materiale resosi disponibile, come non si poteva ignorare la preziosa attività che le mostre nazionali più importanti andavano svolgendo. Mentre Luigi Cariuccio allestiva ad Arezzo la mostra « Mitologie del nostro tempo » prendeva il via la « Quinta Biennale Internazionale di S. Marino » seguita dalla crispoltiana « Alternative Attuali » a l’Aquila, e a breve distanza da « Il presente Contestato » di Franco Solmi e Max-Clarac Sérou. Si sono verificati, durante lo scorcio estivo, alcuni fatti che a compendio succinto degli articoli che seguono, crediamo valga la pena di elencare. Il proliferare dei premi (più o meno o per niente qualificati, ma — quest’anno — con una leggera prevalenza delle iniziative valide) ha posto decisamente l'accento su un fenomeno di costume che da tempo maturava. Dalle grandi città, che oramai svolgono solo attività di propulsione, l’attenzione si sposta alla provincia. Particolarmente la cultura del settore figurativo si sposta dalla Lombardia (Milano) all’Emilia (Bologna). In questa città l’attività delle gallerie private e quella del Museo Civico oltre ai premi banditi dai centri circonvicini sono in continuo aumento quantitativo e qualitativo. Bologna stà prendendo la testa del dibattito culturale nelle arti figurative. A suo favore gioca anche un importante nucleo di giovani critici che già si impongono tra le voci più valide e attuali nel consesso nazionale della critica d'arte contemporanea. Le mostre della stagione hanno poi permesso la conoscenza di nuove personalità della pittura. Si può dire che i pittori dell'anno (vuoi i più discussi, vuoi le « scoperte ») vanno considerati Cremonini, Jardiel, Aillaud, Velickovic, Fieschi. Molti pittori, al contrario, sono spariti dalle scene. La « nuova figurazione » riportando alla luce la perizia strumentale, se non altro ha liberato il campo dai ciarlatani favoriti dall'« informale ». Fare i nomi dei decaduti è inutile. Ognuno scorrendo i cataloghi è in grado di verificare quanti « mattatori della macchia » siano stati finalmente defenestrati dalle maggiori manifestazioni artistiche seguite all’ultima Biennale Veneziana. Abbiamo sempre cercato di pubblicare i pareri più spregiudicati, di stampare soprattutto quello che le altre riviste « tagliano ». Anche questa volta abbiamo seguito un procedimento che se può considerarsi disorganico, presenta tuttavia gli innegabili vantaggi della spregiudicatezza, della non ufficialità, della franchezza. Abbiamo dunque raccolto materiale eterogeneo ma « vivo » e — anche se non siamo riusciti a procurarci una testimonianza su « Alternative Attuali » — crediamo che il commento agli ultimi avvenimenti artistici sia abbastanza completo. Sulla mostra di S. Marino abbiamo l’intervento di due critici: uno, Luigi Lambertini, assai « aperto » ed i cui giudizi sono espressi con estrema libertà d'opinione, collaboratore de « Il Segnacolo »; l’altro, Marcello Venturoli, critico ormai affermato, autore del romanzo « Lo Sprecadonne » e collaboratore di « Le arti », « Marcatrè », « Elsinore », « Le ore » il quale ci ha risposto con una breve lettera. Sullo stesso argomento Emilio Contini, pittore e critico d'arte di tendenza surrealista, il quale si è impegnato a fondo nell’esaminare non solo la Biennale sammarinese ma ponendola in relazione con « Miti del nostro Tempo ». Da ultimo la mostra « Il presente contestato » è commentata da una intervista concessaci in esclusiva dal critico Franco Solmi che — assieme a Max Clarac-Sérou — ha realizzato l’importante rassegna bolognese, e che fa delle importanti dichiarazioni alle nostre domande a volte « difficili » e volutamente a doppio taglio. 60