Il discorso su Romagnoni resta sospeso dalla improvvisa definitiva interruzione del suo lavoro, fermato tragicamente proprio in un momento di trapasso formale e di evoluzione concettuale, quando il giovane artista stava risolvendo, entro la propria rigorosa tecnica, il collage d’immagini con intervento pittorico, problemi plastici di deciso impianto neofigurativo. Quel che ci resta di questa fase del suo lavoro ci conferma la presenza di una tormentata inquietudine e di una ansia di conoscenza che indubbiamente avrebbero confortato il pittore nel suo cammino di recupero dell’immagine, e di restituzione di questa, potenziata, in proiezioni fantastiche. Per Saroni (come per l’altro torinese in netta evoluzione, Soffiantino, presente solo a San Marino) è per ora — in attesa di una più definitiva e rassicurante conferma dell’attuale disponibilità neofigurativa, in tesi convincenti, più compromisorie — ancora prematuro un giudizio sull'effettiva peculiarità di un discorso che si dichiari in termini di contestazione del reale, senza di che dovremmo constatare come alle primigenie soluzioni non oggettive abbiano fatto seguito solo ambigue enunciazioni pittoriche di gusto ancora intimistico, nel solco di una tradizione che in Piemonte e Lombardia ha una sua lunga storia. Mentre Fieschi, dopo alcune prove offerteci di compromissione totale (ricordiamo la superba e tremenda « Morte di Anita » dalla evidenza quasi sadica della rappresentazione ed altre recenti opere riunite nella sua «antologica » bolognese della primavera scorsa), sembra oggi puntare sempre più ad una pittura simbolistica, di puri emblemi e di crittografie astratte (non più fini a se stesse ma al servizio di un nuovo ermetismo contenutistico, ci si perdoni il pasticcio), Peve-relli, che certamente non avrebbe sfigurato, con i suoi interni inquietanti e le sue immagini tormentose, nelle « Mitologie » di Arezzo, conferma la sua sostanziale disposizione al racconto pittorico, nutrito di angoscie freudiane e di ossessioni contemporanee, dimostrando di aver colto, meglio di tanti al- tri esegeti della cronaca politica e spicciola, il dramma di molte situazioni reali della nostra agitata èra, e le strettezze morali della nostra società. I « padri » dell’arte fantastica e del surrealismo hanno dimostrato dunque che la specie umana in arte continuava, e così i giovani artisti « hanno potuto scoprire poco a poco — scrive Cariuccio — che la loro fiducia non era infondata. In un viaggio d’esplorazione, in gran parte effettuato a ritroso, hanno scoperto che la figura umana ed il linguaggio costruito sulla memoria dei segni non avevano mai cessato d’esistere nel mondo dell’arte. Ricomparivano, semplice-mente, dove non poteva essere diverso; dove e quando le cose da dire domandavano le figure consuete della natura e la memoria dei segni. Cioè, hanno scoperto che, sempre, qualcuno aveva risposto alla chiamata della verità, e si era appartato nell’aspra te-baide di tale vocazione che stava all’origine della loro resistenza alle mode ». E dimostrano perfettamente d’aver inteso questo insegnamento di fede e di coerenza morale i giovani che hanno inviato i loro dipinti ad Arezzo e molti degli invitati di San Marino. Come non leggere nelle composizioni di Seymour Rosofsky (nato a Chicago nel ’24) l’evidente influenza di Moore, della sua forza di scavo e di analisi della tormentata umanità, in queste ampie tele dedicate all’uomo solo e sperduto nella vastità della metropoli? Come non avvertire l’angoscioso dramma dell’uomo perseguitato e compresso nelle figurazioni filamentose e cancellate di Irving Petlin, dove la lezione di Bacon è stata assimilata duttilmente? Nelle tele di questo artista americano, nato a Chicago, da una famiglia originaria dalla Russia, nel 1934, dedicate al problema prettamente statunitense della segregazione razziale, vi è molta più fantasia ed espressività che in tanti metri quadrati di bell'ornato astratto o di più o meno gustosi grumi materici. Anche altre soluzioni indipendenti rispetto DI PELLEGRINI mezzo secolo di libreria Corso Umberto I, 32 Tel. 20.333 71