stornato, addirittura sanguigno, ci riferiamo in particolare a « L’urlo del sole » (1953), « Sole nel cespuglio » (1956), « Nuvole piriche » (1957). In tanta violenza alita una paura emergente, un senso di terrore e d’impotenza di fronte alla vastità del dramma dell’esistenza, di fronte al condizionamento ed ai limiti che ogni uomo, per il fatto stesso di esistere e di essere libero, sopporta. Pare quasi che Moreni, ricordando Blaise Pascal allorché dice che il movimento ci fa dimenticare quella morte che portiamo in noi abbia voluto reagire con virile spavalderia ad un tremore che, nonostante tutto, gli attanaglia la gola. Poco conta allora se questo artista, moderno Giasone, abbia praticamente approdato con la sua navicella a quei porti dell’arte moderna che più erano congeniali al suo estro ed al suo temperamento. Dobbiamo pur renderci conto che non tutti siamo « inventori » e di conseguenza dobbiamo salutare con simpatia quanti, e sono meno di quel che non si creda, hanno espresso autenticamente e con sincerità i motivi che maggiormente stavano loro a cuore. Resta comunque ben chiaro che, chi volesse, potrebbe, attraverso — -tanto per fare un esempio — quadri del primo periodo di Moreni, ritrovare la lezione di un Magnelli e di uno Spazzapan mentre nel gruppo dei dipinti — per noi i migliori in senso assoluto insieme ad alcuni « cartelli » — riferibili all’esperienza gestuale ed informale (informel per gusto più che per costrutto) sono evidenti coincidenze ed incontri con De Kooning, Wols, Pollock, Hartung, Kline, Jorn, Dubuffet, Soulages, Vedova, Burri, Morlotti, tanto per fare un panorama indicativo. E con ciò non vogliamo assolutamente accusare Moreni di un facile ed orecchiato adeguamento ad altrui schemi poetici. Il pittore, pavese di nascita e dopo una parentesi parigina romagnolo di adozione, è infatti uno di quei personaggi costantemente inseriti nella vicenda culturale dell’epoca in cui vivono al punto che si potrebbe addirittura sostenere che gli aggiornamenti riscontrabili nei suoi dipinti non sono soltanto dei fatti di riporto bensì dei precisi recuperi poetico-linguistici con tutti i limiti ed i rischi che ne derivano. Non ultimo il sospetto che può ingenerarsi, dopo tanti « aggiornamenti », che "fiOTT si tratti altro che di una facile routine ' al seguito dei più. Si giustificherebbe così anche il rècupero di marca fìgurativo-baco-niana, un « attento » omaggio all’accademismo conformista di certi marxisti e di certi cattolici. I. L. Pelliccerie Vivants Bruno C.so Umberto I, 34 - Tel. 21.566 Ditta GIRO N DI di POZZI IL PIO COMPLETO ASSORTIMENTO DI CALZATURE DELLE MIGLIORI MARCHE diW'/' P.za Marconi, 18 - Tel. 23.925 MANTOVA 77