Tre atti unici di Di Pilla, Eco, Parenti Interventi di : Baratta, Trebbi, Bartoli, Artioli Dopo aver confrontato L’Altro Empireo in Diario Minimo e la riduzione teatrale di questo stesso, mi sembra opportuno soffermarmi sul primo, considerando cioè la riduzione un fatto un po’ provvisorio e legato essenzialmente ad una occasione. L’ufficio metereologico di Erzeurum, l’Ararat, L’Empireo, le gararchie angeliche, da una parte; John Smith, cioè un Rossi Mario, il luogo comune, la politica senza avventure, dall’altra. U. Eco ha scelto di rappresentare il nostro come un altro « mondo alla rovescia »; è un luogo comune, cioè un luogo retorico, con questa novità però: gli impossibilia rimangono tali; ogni riforma è rimandata di diecimila anni. Per questo le dimensioni di un costume empireo spiegano il nostro. Non è dunque solo una intelligente verve di linguaggio, una risorgenza umorale ambigua, cioè lunatica; ossia, la pagina non è solo il risultato di una attività notturna, « opera della mano sinistra »; è soprattutto una maliziosa e mordente acidità, per dire che nessuna linea di confine delimita l’al di là rispetto all’al di qua; anzi, come dicevo, il primo non è che il secondo rovesciato. Gli slogans politici, l’universo del discorso scientifico sono trasposti sul piano dell’Empireo. Viene da chiedersi se quando si è intelligenti ci viene perdonato il fatto di essere blasfemi. In effetti, c’è anche un modo di fare indagine sociologica ed inchiesta di costume servendosi dell’umore bilioso: nuovi miti, nuovi riti, nuove eresie. È indubbio che smontare la Fenomenologia di Mike Bongiorno o diseroicizzare Rita Pavone comporta per Eco e per Dorfles il fatto di assumere un abito blasfemo. L’altro Empireo: equivale chiedersi quanti angeli possono stare sulla punta di un ago. Sono sempre le solite questioni di pubbliche relazioni. Chi mai avrebbe detto che dalla Teoria e Pratica dell’Impetus di Alberto di Sassonia o dal Manualetto della Vis movendi di Buridano; chi avrebbe detto che dallo studio de II Problema estetico in San Tommaso sarebbe uscita una storia della filosofia in versi, e da questa, magari, la nota morale di L’Altro Empireo? Credo che siano referenti utili per dimostrare il fondamento serio, cioè culturalmente fondato, di queste pagine di divertimento. Non mi chiedo cosa contano, perché dovrei chiedermi cosa conta il divertimento che trova in se stesso la propria funzione. Sono comunque certo che un modo di non essere epigoni 7