un comunista, ma grasso che cola se era un socialdemocratico. Un intellettuale con idee riformiste, ecco cos'era, di quelli che nelle rivoluzioni vere poi li fanno fuori. In fondo che cosa chiedeva? Una maggiore rappresentatività e la lottizzazione del Caos! GIORNALISTA — Ma il Caos non lo aveva smembrato Lui? SANTO — Lo vede come?! Da solo ci arriva lo stesso, ma non bisogna dirgli niente — illuminato sin che si vuole ma paternalista, questo sì. Lui cambierebbe, penso. Ma sono le Gerarchie Superiori. Gli soffiano all’orecchio. Guardi quello che sta succedendo con la relatività. Ci vorrebbe tanto a stabilire un decreto? Lo ha fatto lui l’universo, no! Ma dovrebbero allora saltare la Pote-steria del Cielo di Venere, il Cherubinato centrale per la manutenzione all’Empireo, la Direzione Generale dei Cieli, l’Alto Serafinato e l’Assessorato alla Rosa Mistica. Capito? Va all’aria la vecchia organizzazione. Dieci grandi Arcangeli senza portafoglio, ecco cosa succede. E così, niente. Chi parla della relatività o della formula dell’energia atomica va sotto processo per sabotaggio. GIORNALISTA — Ma cosa si può fare, allora? SANTO — Con una riorganizzazione radicale e una nuova struttura a espansione tutto andrebbe a posto. Ti espandi, ti espandi e un bel giorno inglobi di nuovo anche l’inferno. Che poi è quello che vogliono tutti. Ecumene, ecumene, onnicomprensività dell’amore. Dovrebbe sentirli, a parole. Ma poi Gabriele nel suo ultimo discorso parla di dinamismo convergente, che a ben vedere significa un universo in contrazione. Gabriele, buono quello! Se potesse quello lascerebbe la Terra fuori della legalità, con l’Inferno. Quello la Terra non l’ha mai potuta soffrire. Si è occupato dell'Annunciazione a denti stretti, perché non poteva dire di no. Ma sapesse poi cosa andava in giro a dire di quella ragazza... Guardi per lui il Figlio è già troppo a sinistra, non so se’ mi spiego. Non perdona la Pentecoste. Erano già troppo furbi quei dodici — dice — ci mancava anche il dono delle lingue. È un duro, un demagogo, legato a filo doppio con Mosè. Per lui il fine della Creazione era la liberazione del popolo eletto dall’Egitto, adesso ci siamo, dice, quindi basta: chiudiamo l’impresa, per quel che rende. CHERUBINO (entra improvvisamente ballando). SANTO (falsissimo, ad alta voce) — E da qui può ammirare la meravigliosa visione della Nebulosa del Cigno: in basso a sinistra, le due galassie in collisione note ai radioastronomi come Cygnus A... (il Cherubino si allontana). Una spia. GIORNALISTA — Ma come contate di regolarvi, allora? SANTO — E chi lo sa? Uno dice, beh, portiamo avanti il Figlio, al momento buono si fa il colpo. Ma è pericoloso, chi si fida, il Vecchio è più furbo di quel che si pensi e non perdona. Poi c’è lo Spirito, quello soffia dove vuole, così non si sa mai da che parte tende. Al momento buono non entra nella combinazione e allora mi sa dire che si fa? E poi anche il Figlio... GIORNALISTA — A noi risulterebbe a sinistra. Almeno dicono... SANTO — A sinistra, a sinistra, a parole lo sono tutti, ma poi? L’ha sentito quest’anno il suo messaggio di Natale? « L’assestamento dei Cieli costituisce la migliore organizzazione che si possa conferire al Regno per poter avanzare verso il nuovo nel rispetto della tradizione in un progresso senza avventure ». Ci siamo capiti? Qui ormai è un malcontento generale. Come bambini ci trattano. Tutto il giorno a danzare in tondo e le sole notizie che si hanno — quelle che vogliono le gerarchie, quelle che lasciano passare — le si hanno solo attraverso la Visione Beatifica. E Lui non ne sa niente. Pensa a se stesso pensante e crede che tutto vada bene. GIORNALISTA — Ma lei personalmente a quale corrente... SANTO — Guardi, non vorrei che lei mi credesse un panteista, non vorrei che lei pensasse che sono un sovversivo e parlo per invidia. Siamo tutti d’accordo che ci vuole un ordine e Lui ha tutti i diritti d'ammini-strarfo. Ma bisogna pure concedere qualcosa, i tempi cambiano, no! Ma non dura così, sa? Qui c’è fermento, ora la gente si muove. Siamo giunti a un punto di ebollizione. Le dò tempo un diecimila anni e poi vede. (Il cielo improvvisamente si oscura, si ode un tuono, scoccano lampi. Il Santo si toglie rapidamente la barba e fugge gridando) — Scappi, scappi, glielo avevo detto che quel cherubino era una spia! (Il giornalista fugge in quinta inseguito dai lampi). 28