ETIMOLOGIE Un atto di Giuliano Parenti Le persone: URSI, professore TATI OSTRO Homo Immerito Sapiens N.B. — I professori URSI E TATI sono donne vestite da uomo, ma senza mascolinità. Conservano quindi tutti gli attributi femminili compreso il modo di acconciarsi i capelli. Il professor OSTRO è un uomo vestito da donna, ma senza femminilità negli atteggiamenti. Conserva quindi tutti gli attributi maschili compreso il taglio dei capelli ed eventualmente la barba. La scena Un interno moderno o avveniristico con la scritta: « Istituto di ricerche sull’evoluzione del linguaggio fondato nell'anno 2356 ». In una bacheca è conservata una testa maschile con sotto la targa: « HOMO IMME-RITO SAPIENS, Europa 1960-70?». Un tavolo e delle sedie. Il professor Tati, una bella bruna molto regolarmente vestita da uomo serio (pantaloni e doppio petto grigio) ma niente affatto mascolina (può dunque conservare un’acconciatura di capelli femminile) è seduto, in attesa e sta sfogliando appunti con aria grave. Entra il professor Ostro, un uomo, molto regolarmente vestito da donna e cioè in tailleur, calze e tacchi alti. Il professor Tati appena vede il professor Ostro si alza con cavalleria, gli va incontro. Ostro si lascia baciare la mano senza che trapeli dal suo atteggiamento nessuna traccia di femminilità. TATI — Tati. OSTRO — Ostro. TATI — Durbasiente. (Un colpo di gong. Nella bacheca l’Homo Immerito Sapiens apre un occhio, mentre i due si siedono uno accanto all’altro). HOMO IMMERITO SAPIENS — Mi chiamo Rossi Giovanni Antonio ed ero professore di semantica in una università europea. Nel lontano 1966 ho messo termine alla mia carriera di studioso della lingua per iniziare quella più riposante di fossile. Tant’è che oggi sono conosciutissimo sotto il nome di Uomo di Roma (mi trovavo infatti a Roma in un congresso) e come tale godo della stessa gloria dell'uomo di Pechino e di quello di Neanderthal. Come studioso della lingua non posso tacere. Ho il dovere ed ho il prurito di parlare. In più sono convinto che per voi uomini « immerito sapiens » come sono io, senza offesa naturalmente, qualche spiegazione potrebbe essere utile. Incominciamo dunque col dire che molte parole in uso in questi anni 3000 hanno incominciato a nascere nella mia epoca senza che nessuno, neanch’io, se ne rendesse conto. E anche molti costumi hanno incominciato a cambiare nella mia epoca. Quello che per esempio state osservando è l’assetto definitivo della questione « sesso debole sesso forte ». Un momento fa avete assistito alla presentazione fra il professor Ostro ed il professor Tati. Quest’ultimo in quanto donna, e dunque sesso forte, ha risposto cavallerescamente: « durbasiente » che si- gnifica semplicemente felice, felice di conoscerla. Da Durbans, sorriso, durbasite felicità, durbasiente felice. Per me è una questione linguistica elementare. Per loro invece, poveracci, è oggetto di sfibrante ricerca etimologica. OSTRO — Ma quando arriva il professor Ursi? TATI — Se non mi calvolinetto il punt e mes era per le otto. OSTRO — Per le otto revù. (Entra il professor Ursi, una ragazza oc- 30