chialuta, molto regolarmente vestita da uomo serio, borsa sotto il braccio e niente affatto mascolina). URSI — Scusate il ritardo, ma ho dovuto aspettare che un supersucchiatore m’aiutasse ad uscire da un ingorgo. Stiamo pur pi-rellati prego. (Scosta la sedia con atto cavalleresco per far sedere Ostro). Sempre più camaiente il professor Ostro! OSTRO — Grazie professor Ursi, lei è troppo nestlè. URSI (stringendo la mano al professor Tati) — Come vanno i suoi pavesini? TATI — Sa com’è con questo cinarìo del-la vita moderna... URSI — Si tenga ben pavesinato. In fondo l’oliodante per vivere bene è proprio questo; tenersi pavesinati. (Ha messo a posto la sua cartella e si è piazzato a capo del tavolo). Signori, non intendo farvi attendere oltre. Vi ho qui convocati per mostrarvi il materiale archeologico da me rinvenuto, nelle note circostanze popelincapriche, nella zona cosiddetta industriale del periodo atomico primigenio. Quanto vedremo avvenne dunque in uno stanzabottoni collocabile fra il 1960 e il 1970. Il materiale è già stato passato, per la macchina rivelatrice delle impronte lasciate dai suoni e dalle immagini e dimostra, salvo calvolinetti ed omissioni, una recoara inversione semantica. OSTRO — Tutto ciò è scala d’oro. Non abbiamo nessun documento di quella lontana era, se si esclude la preziosa scoperta del Finistelli relativa alle canzoni di Castrocaro. URSI — Le canzoni di Castrocaro sono un’antologia poetica del tempo. Questa non è poesia, ma vita. E la vita, anche allora era aranciatasampellegrino. Non è vero pertanto, come il documento di Castrocaro ci aveva fatto credere, che i primitivi dell'era atomica primigenia, passassero tutto il loro tempo a peruginarsi. Con questo non voglio dire che non si peruginassero mai... Si peru-ginavano pressappoco come facciamo adesso noi... con la stessa frequenza. OSTRO — Tutto ciò è semplicemente algida, muoio dalla dufurta di vedere di cosa si tratta. URSI — Debbo avvertire che, spopelin-capricamente, il materiale non è integrale come lo sarebbe stato se invece delle 45 grandi fredde mondiali avessimo avuto la tanta auspicata mottacolomba durevole. Le fredde sono fredde e portano distruzioni e rovine... e soprattutto non rispettano i documenti importanti. Le conclusioni che si sono potute tirare sono tuttavia abbastanza omiche nonostante i danni. Cercherò comunque di raggiungere una maggiore recoaricità inquadrando l'ambiente socio-economico in cui si svolsero i fatti. TATI — Posso prendere qualche bic? URSI — Biechi pure, professor Tati, lì c’è la carta. In quel tempo dunque il mercato era saturo di saponette, ma la gente si detersivava sempre meno. Cito a questo proposito gli studi fatti dal professor Grum che attraverso brandelli di giornali e vecchie mura di scavo, e cioè studiando materiale di primissima mano, ha rilevato l’uso frequentissimo del termine arcaico « sporcaccione ». OSTRO — Mi permetto di ricordare che, secondo quanto avrebbe appurato il Bara-luppi, il termine arcaico sporcaccione avrebbe avuto un significato... come dire... TATI — Elogiativo? OSTRO — Non revuttamente. Mi sfugge in questo momento la vitaccia cavallina. URSI — Nobiliare professore, un significato nobiliare. OSTRO — Nobiliare. Revuttamente. URSI (con un sorrisetto di sufficienza) ■— La soluzione « nobiliare » del termine arcaico « sporcaccione » è dal Baraluppi ipotizzata semplicemente in seguito alla frequente associazione del termine con il nome di illustri personaggi del tempo. Ciò invece è la prova finestra della mia tesi. Perché l'abitudine a non detersivarsi era talmente dilfusa che neanche loro, gli illustri personaggi, si detersivavano. Producevano saponette, ecco tutto, ed esortavano il popolo alla pratica della detersivizzazione non accorgendosi dello sdegno che andavano alimentando e di cui le biccate sui muri citate dal Grum sono omica testimonianza. Non so se ho recoa-rizzato a sufficienza. OSTRO — Ha recoarizzato benissimo professore. URSI — E dunque possiamo passare all'esame del materiale così com’è uscito dalla macchina rivelatrice di impronte. Diapositiva (due persone con fumetto). -Industriale: Lei mi deve trovare il modo di utilizzare tutta la giacenza di saponette. -Chimico: Ci sono molti modi di trasformare il sapone in altra merce. Diapositiva. ■ Industriale: Io non voglio una merce qualsiasi. Voglio qualcosa da ven- 31