dedicategli l’attenzione che riservate agli avvenimenti sportivi o a quelli di cronaca. È giusto, come rileva Benjamin, che l’arte oggi sia fruita nella disattenzione: non c’è alternativa, e del resto forme egrege d’arte come l’architettura sono sempre state fruite in questa chiave. L’essenziale è che esse entrino in circolo; se devono agire, agiranno poi; se devono parlare, parleranno poi. Perciò non vi affrettate a emettere giudizi di valore. Questa dieta potrà magari dar luogo a un effetto abbastanza curioso: vi potrà capitare per esempio di imbattervi in poesie visive (o quasi) guardando un cartellone pubblicitario, o la copertina di un rotocalco, o la pagina di un fumetto. Allora la poesia visiva c’era già prima della poesia visiva, direte. Verissimo (o quasi), ma voi non ve ne eravate accorti. E qui risiede in fondo il segreto della scoperta (perché di scoperta si tratta, non di invenzione) artistica. Anche i tramonti esistevano prima del romanticismo, anche gli alberi fronzuti esistevano prima di Corot, anche le vecchie strade di Parigi esistevano prima degli impressionisti. Non so se mi spiego. Stando a Hegel gli artisti dell’antica Grecia si meravigliavano della natu- ralezza della natura. E cercavano di capirla, di darle un ordine, di interpretarla. Per analogia si può affermare che i poeti visivi si meravigliano (si sono meravigliati, in senso estetico, fra i primi) della naturalezza della tecnologia (o seconda natura, o natura costruita dall’uomo). E cercano di capirla, di darle un ordine, di interpretarla. Così nella poesia visiva trovate la frase fatta, lo slogan, la didascalia, la foto della diva, l’auto di serie, il volto dell’uomo politico, il fumetto. Copia, trapianto, citazione? No. Lo scopo è di impostare e portare avanti il discorso in modo da dare un nesso in chiave artistica a ciò che realmente ci circonda, ci riguarda, entra in noi, ma in modo perlopiù caotico. I pezzi del mondo tecnologico vengono smontati, classificati, ricostruiti: essenziale è capire le regole del funzionamento. Certo non si tratta di un giochetto. Non è facile lottare contro il caso, non è facile passare dal casuale al causale. E per finire. La poesia visiva è un articolo di moda oggi in Italia (e non ancora all’estero; ma con la fame di idee che c’è in giro, lo sarà). Altri articoli poetici sono naturalmente di moda oggi in Italia (ma lo sono già stati altrettanto naturalmente prima all’estero). Avete per caso presente il gioco delle tre carte? Questa carta vince, questa carta perde, questa carta vince... Eugenio Miccini : Osserviamo il mondo in cui viviamo, i suo segni, le sue stimmate: un giornale, un fumetto, le pubblicazioni a dispense, i manifesti, i programmi televisivi e radiofonici, la segnaletica stradale, la pubblicità, il cinema, insomma tutto quanto costituisce quel grande fenomeno della comunicazione di massa, al quale — del resto — nessuno si può sottrarre. Siamo continuamente sollecitati non solo da una simultaneità delle percezioni ma anche ad una giustapposizione di 35