oggettivi convergono nella rete di questo circuito che li rielabora in metafore visive; si scatena comunque una reazione apparentemente incontrollabile, messaggi e segnali, presenze e tensioni si perdono e affiorano sullo schermo complesso di queste trame, di occasioni e modalità comunicative di estesa e varia circolazione. Nelle opere più recenti queste diverse situazioni si configurano in partiti più distinti, in cornici e riquadri oppure si alternano in piani diversi, in zone delimitate, confinate nei limiti di uno schermo entro cui si concentrano o si ripetono come delle sequenze successive, variando impercettibilmente il taglio o il particolare, la luce o il colore, o la stessa successione numerica delle indicazioni. Prevale con sensuosa inquietudine una alterazione nelle dimensioni dell'immagine, una presenza incombente di profili e di particolari insidiosi che agiscono interrompendo la serie di quelle successioni, l’accumulo stravagante di dati e di oggetti, falsando volutamente il valore informativo di quelle funzioni, dei loro caratteri specifici, delle nozioni banali con cui si affermano nel contesto esorbitante di un racconto, che si avvale di strumenti diversi, sia linguistici che tematici, in tonalità varie, dal vamento immaginativo piani diversi, cioè una più vasta ricerca sul mondo della comunicazione visiva. Reperti diversi confluiscono a formare una figura contradditoria, ma anche un modello che porta in sé il suo rovescio, per cui è difficile decifrarne la sua sembianza, oppure quelli si industriano a rifare un oggetto con effetto paradossale, a mimare certe tecniche di visualizzazione, volendo il pittore, in questa apparentemente ambigua accumulazione, rimuovere i significati impliciti a quei mezzi, a quelle forme, centrando, se si può dire, un aspetto fondamentale della problematica artistica attuale, più spesso polarizzata in vane riduzioni linguistiche e procedurali o in passive esercitazioni retoriche. Girardello d'altronde si rende conto della impossibilità di un taglio netto col passato, con la propria memoria, con l’intero peso con cui l’esperienza nutre il nostro esistere, e quindi dell’irriducibile rapporto tra passato e presente. In questo senso egli riassume, nell’intento di testimoniare con pienezza comunicativa la realtà del nostro esistere, reperti diversi, intenzioni e vagheggiamenti, simboli e valori di una circolazione di immagini che, se non conserva lo stesso grado di attualità di altri segni e di altri significati, non di meno sussiste, meglio persiste a un comportamento che tende a svuotarne la pregnanza, limitando la sua influenza a una ricognizione occasionale. Non si tratta certo di riprendere una cultura di valori, di servirsi ancora di una realtà iconologica usurata, ma di raggiungere un livello più profondo dell’esperienza, attingibile per ora solo attraverso quei modi di cui peraltro non vuole tutelarne una irrazionale condizione. In altro senso questa risponde poi a quel livello dell’organico — non a caso talvolta si scorge, nei suoi dipinti, una iconografia naturalistica pur ritradotta in chiave « colta » — entro cui si sono insinuate, anche per altri più clamorosi casi, le grevi presenze della realtà attuale, del mondo tecnologico; segnali, schermi, numeri, figure esatte di un repertorio nuovo, di una efficienza razionale, tranquillizzante, che sta trasformando irrimediabilmente anche l'universo delle nostre immagini visive. Il pittore riporta su un unico piano quelle diverse convenzioni, servendosi di una strumentazione adeguata, ne registra obiettivamente l’intreccio e i significati in una congerie di elementi derivati da varie fonti di comunicazione con il proposito appunto di descriverne l’incongrua e paradossale situazione. La realtà è anche fatta di queste contraddizioni, di queste opposizioni linguistiche ed ideologiche, frazionata da continue contrazioni e distorsioni, da fratture e allettamenti, da differenti suggestioni della memoria e del presente. È evidente che il pittore avverta attorno a sé, nella vita, nel quadro stesso, l’accumulo di fatti e di immagini contrastanti e di questa trama egli vuol darci, alla fine, in un contesto intensamente problematico, un resoconto sensibile ai modi odierni della comunicazione di massa, al suo spettacolo frenetico, incalzante, ma ancora ideologicamente ibrido o meglio volutamente ambiguo. La carica demistificante dell’ironia che il pittore avanza, ora nelle distorte presente oniriche e fantastiche, ora nel parodiante atteggiamento di una figura in moto, ora nella burlesca rottura dell’ incolumità figurativa dell'oggetto, della sua rigida e incontaminata purezza formale, si rivela però come la dimensione di una partecipazione critica e attiva alla realtà, all’ intreccio contradditorio ma non immobile di una situazione storica oggettivamente analizzata. Il prelievo di nozioni costituite, di simulacri di figure tratte da testi celebri della pittura del passato, l’in- 75