più venduto dovrebbe essere comunque « Sorrisi e canzoni », di cui si fanno arrivare 65 copie. Pressoché rifiutati i fumetti del terrore (« Diabolik », « Sadik », ecc.) e poco ricercati anche quelli tradizionali per ragazzi. (5) La stessa edicola di Acquanegra sul Chiese, nell’estate scorsa, in pieno boom del libro settimanale a 350 lire si faceva inviare, dietro prenotazione, una sola copia degli « Oscar » di Mondadori. (6) Ricorda Gianni Bosio, sempre a proposito di Acquanegra sul Chiese, che nel primo decennio del secolo « ... la biblioteca della Società operaia si trasformava in un modello di istituzione culturale, con tanto di regolamento, commissione direttiva e personale d’ordine... »; e aggiunge: « Ogni domenica si apriva la Biblioteca popolare, dove si distribuivano decine e decine di libri che insegnavano un modo diverso di intendersi, di parlare, di vedere gli uomini e le cose. Se i libri ritardavano, se ritardavano gli opuscoli e i giornali, si scriveva addirittura a Filippo Turati... » (Gianni Bosio, La « belle époque » di Acquanegra sul Chiese, 1962, pagg. 130 e 143). Ben diversa la situazione cinquant’anni dopo, quando il giovane socialista Luigino Guizzardi racconta « ... non più tardi di un paio di anni or sono, io scoprii nella biblioteca della Cooperativa di consumo di Gazzuolo degli interessanti volumi editi da Einaudi negli anni antecedenti al 1948 ancora avvolti nella loro fascetta e con le pagine regolarmente intonse! Eguale scoperta feci l’anno scorso in una cooperativa di Cavallara... » (La vita nelle campagne del Mantovano » — atti del Convegno di studio dei G.S. mantovani, Mantova, 1961, pag. 30). La stessa Biblioteca popolare di Piadena non distribuisce più di 2-3 volumi per domenica. (7) Interessante in proposito un’altra ricerca svolta dalla Federazione giovanile socialista del PSI, nel comune di Marcaria, e pubblicata su « Terra nostra » del 21 dicembre 1962 sotto il titolo: Aspetti e problemi del « tempo libero » in una zona rurale del Mantovano. I giovani che seguono la radio-TV vanno dal 30 al 90% degli intervistati nelle varie frazioni. Meno diffusa la presenza nelle sale cinematografiche, specie tra i contadini, che spesso devono percorrere diversi chilo- metri per raggiungerle. (8) « Non manca nella campagna la sala cinematografica e qui noi passiamo qualche ora di divertimento, senza entrare nella critica o nel semplice commento del film, rimanendo solo colpiti dalla trama, quando è di carattere amoroso. Perciò l’unica espressione che si sente è quella di « è un film bello », « è un film brutto ». Non si pensi a questo punto che io sia differente dagli altri, perché ciò che dico qui è quanto io stesso trovo in me ». Così si confessa il giovane Antonio Ca-vicchioli nel convegno dei giovani socialisti sulla vita nelle campagne (La vita nelle campagne..., cit., pagg. 82-83). (9) Si veda ancora per la sua ingenua sincerità il già citato intervento di Antonio Ca-vicchioli al convegno dei G.S., una « sum-mula » degli ozi e divertimenti di un giovane di campagna (La vita nelle campagne..., cit., pagg. 81-84). Il vuoto e la noia del « tempo libero » nelle campagne trovano accenti desolati e realistici nelle interviste raccolte in uno dei primi quaderni diffusi dai giovani di Piadena: « ... Domenica è sempre domenica... », inserito nella raccolta 1 quaderni di Piadena, a cura di Mario Lodi e Giuseppe Morandi, Milano, 1962. (10) Si è cercato di cogliere una misura della penetrazione dei gusti e degli interessi diffusi attraverso i cosidetti mezzi di comunicazione di massa nell’ambiente della campagna, ricercandone le tracce nell’onomastica dei nati negli anni 1963 e 1964 in un comune del Mantovano. Su 113 bimbi i nomi derivati dalla fumettistica femminile sono nel complesso assai pochi: 4 Monica, un paio di Mirco, Sonia, Nadia e poco più. Meno rappresentato il cinema con qualche Virna, Lorella, Antonella. Al mondo della canzone pare riservata una considerazione assai meno riverente: compaiono qua e là una Nilla, una Mina, un Modugno, ma identificano floride vacche da latte e robusti torelli. (11) Si fa qui riferimento allo scritto di Mario SanfelicI su Cultura e azienda, comparso nel n. 4-5 de « Il Portico », al quale queste pagine intendono ricollegarsi, nell’intento di proseguire ed allargare il discorso sugli aspetti pratici dell’organizzazione della cultura nella società italiana d’oggi. È uscito nelle librerie La Repubblica Socialista Mantovana di RINALDO SALVADORI Da Belfiore al Fascismo Edizioni del Gallo, pp. 459 — L. 4000 81