GOLDMANN E IL CONCETTO DI VISIONE TRAGICA In « Scienze umane e filosofia » e nel capitolo introduttivo di « Le dieu cache », Lucien Goldmann ci ha oSerto le modalità di utilizzazione del concetto di ’visione del mondo’ nell’ambito della sociologia della letteratura. In che cosa consiste il concetto di « visione del mondo » nell’accezione gold manniana? «, Le visioni del mondo, spiega lo studioso francese, sono l’espressione psichica delle relazioni tra alcuni gruppi umani e il loro ambiente naturale e sociale ». Con questa particolare aggiunta a conforto del sociologo : che « per numerose e variate che siano le situazioni storiche concrete, nondimeno le visioni del mondo esprimono la reazione di un gruppo di uomini relativamente costanti a questa molteplicità di situazioni reali. Le possibilità di] una filosofia o di un’arte che conservino il loro valore oltre il luogo e l’epoca in cui sono sorte risiede precisamente nel fatto che esse esprimono la situazione storica trasposta sul piano dei grandi problemi fondamentali ¡Insiti nelle relazioni dell’uomo con gli altri uomini e con l’universo. Dato che il numero delle risposte umanamente coerenti a questo insieme di problemi è limitato per la struttura stessa della persona umana, ognuna di queste risposte corrisponde a situazioni storiche diverse e spesso contrastanti. Ciò spiega da una parte i costanti rinascimenti che si producono nella storia dell’arte e della filosofia, e dall’altra il fatto che la medesima visione può, in secoli diversi, avere una funzione diversa, essere cioè rivoluzionaria, apologetica, conservatrice o decadente » (13) La possibilità di costruire, ad uso dello studioso, una tipologia delle varie visioni del mondo (pensiero mistico, empirico, razionalistico, tragico, dialettico ecc.) verterebbe dunque a detta di Goldmann, sul fatto che, pur tenendo conto del variare delle situazioni storico-sociali, le reazioni psichiche coerenti dei gruppi umani di fronte ai fondamentali problemi dell’Assoluto e della vita associata, almeno per un lungo periodo storico sono necessariamente limitate. In questo senso, continua Goldmann, « questa tipologia di un numero limitato di visioni del mondo è valida solo per quanto riguarda lo schema essenziale, per la risposta a un certo numero di problemi fondamentali e per l’importanza accordata a ciascuno di essi nell’insieme. Ma più andiamo dallo schema generale, dall’essenza, alle manifestazioni empiriche, più i particolari di tali manifestazioni sono legati a situazioni storiche localizzate nel tempo e nello spazio e anche alla personalità individuale del pensatore e del letterato ». ( 14) Goldmann dunque ritiene la visitane tragica della vita una delle forme attraverso cui un individuo, anzi un gruppo di individui, in particolari condizioni storico-sociali, fornisce una risposta coerente ai fondamentali problemi insiti nelle relazioni col mondo sociale e con l’Assoluto. Più in particolare, essa avrebbe fatto la sua comparsa nei momenti in cui si sarebbe espressa una crisi profonda delle relazioni tra l’uomo e il mondo sociale e cosmico. Già da questa schematizzazione del pensiero di Goldmann, si possono trarre alcune considerazioni. Innanzi tutto lo studioso francese dichiara la possibilità, anzi la necessità, del reperimento dello schema concettuale della visione tragica, il quale andrebbe ricercato mediante l’estrazione, attraverso un procedimento che si potrebbe definire induttivo, degli elementi comuni « alle tragedie antiche, alle opere di Shakespeare, alle tragedie di RacSne, agli scritti di Kant e Pascal, ad alcune sculture di Michelangelo e probabilmente a varie altre opere di diversa importanza ». (15) Diciamo subito che questa proposta di ricerca dell’essenza (o del comune deno- 39