Lu\acs : Brand : l.u\acs : Brand : Lu\acs Brand : Agnes : Brand : Brand : Borgomastro : Brand : Borgomastro : Lu\acs : Egli? vide il mio pianto nella casa in lutto? Io non lo so! Oggi tutto è chiuso, la notte è di nuovo scesa su di me... e non intravedo un barlume di luce... Sì, Agnes... che vede senza vedere...! Dammi luce, Agnes, se puoi! » (E. Ibsen — I Drammi — Torino 1959 — voi. 1° p. 621). ( Dio non tollera relativismi di sorta, mediazioni, sfumature)) (p. 308). « Anima, sii salda sino all’ultimo. Vittoria somma è perdere tutto. La perdita intera è il tuo guadagno » (p. 631). c Ciò che gli uomini amano nell’esistenza è la sua temperie, la sua indeterminatezza, il suo costante oscillare come un pendolo che non tocca mai gli estremi... Gli uomini odiano l’univocità e la temono. La loro debolezza e la loro viltà circuisce ogni impedimento che vien dall’esterno, ogni ostacolo che interrompe le loro strade, (p.307) « Sì, Dio è giudice innanzi tutto! ... L’accettazione del sacrificio rende possibile la redenzione, ma il nostro tempo mentitore nega il verbo perchè la folla ha paura di conoscerlo ». (p. 620) c La vera esistenza è sempre non reale, non è mai possibile per l’em-piricità dell’esistenza... Bisogna ricadere nel buio, bisogna negar" l’esistenza per poter vivere, (p. 307) « La tragedia ha una sola dimensione : quella dell’altezza. Essa interviene nel momento in cui delle energie misteriose estraggono dall’uomo la sua essenza, lo costringono all’essenzialità ». (p. 311) (ad Agnes) Sì hai terribilmente ragione. Così falsa, vuota, piatta e vile è la maniera di considerare la vita. Si fanno alti elogi di chi dona per testamento i suoi averi conservando l’incognito... Chiedi ai ricchi e ai poveri — rami verdi e rami secchi — in nessuno troverai l’abnegazione. Tutti ragionano da schiavi; sospesi sopra l’abisso, s’avvinghiano aspri e feroci all’arboscello polveroso della vita... e se si spezza... con le unghie s’aggrappano alla fibra e alla scorza ». E a questa gente, caduta senza rimedio, tu vuoi gridare : o tutto o niente! Chi vuole la vittoria non cede; dal basso si deve salire al sommo... (p. 589) Un giorno si vedrà chiaramente che il trionfo è la sconfitta! Pensateci bene, Brand, siete a un bivio. Non puntate tutto su una carta sola. E invece lo farò. Perdere vuol dire avere giocato la vostra vita terrena. Voi possedete tutti i beni del mondo, siete erede di una madre ricca; potete vivere per vostro figlio, per la vostra moglie diletta... tenere mani vi offrono la felicità, (p. 595) « Il giudizio divino è terribilmente severo. Non conosce grazia nè prescrizione. Inflessibile, sostiene la pena di morte per la minima 48