sero per lui a priori assoluti di un uomo teoricamente astorico e metastorico, ma di fatto già «civilizzato» e dagli Europei colonizzatori. Riprendendo la vecchia concezione reazionaria, una delle fonti del razzismo, che divide l’umanità in popoli «storici e colti» (Kulturvölker)* e «non storici o naturali» (Naturvölker)*, egli così proseguiva : Verso questa seconda classe di esseri, che zoologicamente e non storicamente sono uomini, si esercita, come verso gli animali, il dominio, e si cerca di addomesticarli e di addestrarli, e in certi casi, quando altro non si può, si lascia che vivano ai margini, vietandosi la crudeltà che è colpa contro ogni forma di vita, ma lasciando altresì che si estingua la stirpe, come accadde di quelle razze americane che si ritraevano e morivano (secondo l’immagine che piacque) dinanzi alla civiltà, da loro insopportabile. Si tenta certamente, dapprima, e ci si sforza, di svegliarli a uomini mercè delle conversioni religiose, della dura disciplina, della paziente educazione e istruzione, e di stimoli e castighi politici, che è ciò che si chiama l’incivilimento dei barbari e lo inumanamento dei selvaggi. Ma se questo, e finché questo, non vien fatto, in qual modo si può avere comunanza di ricordi con loro, che si ostinano a non entrare nella storia, la quale è lotta di libertà? (8). De Martino sostenne sempre esplicitamente il concetto crociano della astoricità delle categorie, tuttavia accolse i risultati più significativi del pensiero contemporaneo in modo particolare del marxismo, dell’esistenzialismo e della psicanalisi. Per questa ragione la categoria dell’ economico assunse un rilievo particolare nell’analisi del rapporto tra l’uomo e la natura; a questo proposito si preoccupò di porre una chiara distinzione tra il momento del vitale e il momento dell 'economico : «E’ infatti norma costitutiva della presenza Pimpossibilità di restar immediatamente immersa, senza lume di orizzonte formale, nella semplice polarità del piacere e del dolore e nel gioco delle reazioni e dei riflessi corrispondenti : se vi si immerge, dilegua come presenza. La mera vitalità che sta «cruda e verde» nell’animale e nella pianta deve nell’ uomo esser trascesa nell’opera, e questa energia di trascendimento che oggettiva il vitale secondo forme di coerenza culturale è appunto la presenza. Esserci nella storia significa dare orizzonte formale al patire, oggettivarlo in una forma particolare di coerenza culturale» (9). Ma di quale di quale tipo di coerenza culturale si tratta perchè il meramente vitale sia «trasceso» in un ordine di vita civile? Per de Martino tale tipo di coerenza culturale viene indicata come economica, cioè come produzione e scambio di beni che dà luogo, oltre che ad un superamento del vitale in un determinato regime, anche al dispiegarsi della cultura nelle sue diverse manifestazioni. Questo evidente riferimento al marxismo è libero da ogni cristallizzazione «ideologica» e viene dialettizzato con le altre dimensioni dell’esistenza : Ma il trascendimento inaugurale operato dall’economico costituisce soltanto la porta stretta di accesso al regno della cultura: e chi pretendesse di chiudersi nel possesso dell’ economico e di restringere la vita culturale a questo semplice comin-ciamento o condizione inaugurale del viver civile, non riuscirebbe in realtà a mantenersi neppure nel suo regno, che ha valore autonomo solo per entro un movimento che sospinge a valicarne i confini (10). Ma quali sono le condizioni che rendono possibile il distacco dal vitale (che non avviene mai una volta per tutte) e l’inaugurazione di un nuovo e più garantito ordine culturale? «Questo rischio», scrive de Martino, «concerne in primo luogo i momenti del divenire che nel modo più scoperto fanno scorgere la corsa verso la morte che appartiene al vitale nella sua immediatezza : nell’estrema e non eludibile tensione di questi momenti, allorché è in causa l’es-serci o il non esserci come presenza, può consumarsi la crisi di oggettivazione, lo scacco del trascendimento : ed invece di far passare ciò che passa (cioè di farlo passare nel valore) noi rischiamo di passare con ciò 59