è il mondo umano, e non c’è storia al di fuori di esso» (15). E’ evidente come molteplici siano i motivi filosofici e culturali che hanno lasciato la loro impronta nell’opera di Ernesto de Martino : la loro compresenza in una così vigorosa personalità è una testimonianza della polivalenza di una autentica impostazione culturale che sia libera da ogni tentazione «ideologica» in senso dogmatico come da ogni empirico e superficiale sincretismo. SUD E RELIGIONE Il problema religioso del Sud, in rapporto alla situazione sociale ed economica del Mezzogiorno così come si era venuta configurando in secoli di incuria e di sfruttamento, non era stato analizzato in modo specifico, almeno come aspetto della situazione culturale di quelle zone. Un accenno non occasionale a ciò che per certi ambienti meridionali rappresenta la religione, special-mente nella sue manifestazioni più esterne, lo troviamo nel notissimo Cristo .ri è fermato a Ubali (pubblicato nel 1945), saggio autobiografico di uno scrittore che ha colto con amore e viva partecipazione anche quei fenomeni che una critica sbrigativa di stampo illuministico o positivista aveva relegato nel sottobosco della superstizione e della ignoranza. L’acuta intuizione di Carlo Levi ha saputo cogliere sia la funzione terapeutica (nonché psicoterapeutica) delle pratiche magiche riesumate nei momenti di crisi, sia la continuità tra le cerimonie collettive in onore della Madonna o del Santo protettore e gli antichi culti agrari delle religioni mediterranee : «Sugli usci di tutte le case i contadini aspettavano la processione con in mano un cesto di grano, e al suo passaggio ne buttavano piene manciate sulla Madonna, perchè si ricordasse dei raccolti e portasse la buona fortuna. I chicchi volavano per l’aria, cadevano sulle pietre del selciato e rimbalzavano con un rumore leggero, come di grandine. La Madonna dal viso nero, tra il grano e gli animali, gli spari e le trombe, non era la pietosa Madre di Dio, ma una divinità sotterranea, nera delle ombre del grembo della terra, una Persefone contadina, una dea infernale delle messi»(16). Ernesto de Martino continuerà l’indagine in modo specialistico e offrirà allo studioso di problemi meridionali dei saggi fondamentali che andranno oltre l’ambiente in cui sono stati localizzati per assumere una validità teoretica e metodologica applicabile a ricerche su fenomeni geograficamente più ampi e di più complesso ordine storico-culturale. Uno dei problemi centrali che emergono dall’opera demartiniana è quello relativo al rapporto irrisolto tra l’antico paganesimo mediterraneo e quel tipo di cattolicesimo che la dominazione spagnola e borbonica hanno sostanzialmente imposto alla società meridionale. Il politeismo dei culti agrari diffusi nella Magna Grecia ha resistito alle invasioni succedutesi nell’Italia meridionale durante e dopo la diffusione del cristianesimo. Invano la Chiesa ha tentato di distruggere tradizioni e riti radicati da secoli nel costume religioso popolare, spesso è stata costretta ad accettare credenze e riti pagani, adattandosi tutt’al più ad un compromesso che, come nel caso tipico di S. Michele nel Gargano o di S. Paolo a Ga-latina, riplasmava in senso cristiano le forme e i personaggi dell’ antico paganesimo. Senonchè la struttura centrifuga del cattolicesimo della Controriforma, impostata su di un culto sostanzialmente « politeistico » quanto alle forme esterne di espressione, invece di costituire un’alternativa rispetto alla tradizionale religiosità di tipo agrario, trovava in questa un substrato psicologico e una motivazione storica per continuarne i caratteri fondamentalmente magici e rituali, stici. La Madonna e i Santi, nelle loro diverse versioni, nella loro variabile potenza, sostituivano, quanto ill’efficacia, le antiche divinità e in tal modo, mentre il cattolicesimo subiva in quell’ambiente e in quelle forme una sconfitta, ancora oggi ben lontana dall’essere superata, dall:altro lato continuava a svolgere quella funzione alienante che è in radicale contrasto con una corretta impostazione cristocentrica* e soteriologica* della religione cristiana. A de Martino spetta il merito di aver riportato, per così dire, «a 62