galla» tutti questi problemi proponendo, con Sud c Magia e La terra del rimorso, un insieme di questioni religiose e culturali, economiche e politiche che ogni futura seria indagine meridionalistica non potrà non tenere nella giusta considerazione. STORICISMO E IEROGENESI La posizione dello storico delle religioni è certamente singolare : se la religione è uno dei modi, il più diffuso, con cui sinora la umanità ha deciso del proprio destino sul piano della metastoria, lo storico delle religioni deve fare i conti sia col materiale che rappresenta l’oggetto della sua ricerca sia con se stesso come uomo impegnato di fronte ad un complesso di verità che non gli possono essere esterne se non nella misura in cui egli ha optato per l'immanenza. La polemica di de Martino contro le scuole irrazionalistiche i cui esponenti, invece di indagare la «genesi» della dimensione religiosa, si limitavano a ricostruire dal di dentro la struttura della religione sino a rimanerne prigionieri, traeva origine dalla necessità di chiarire l’intimo svolgimento della ierogenesi da un punto di vista non direttamente impegnato, l’unico, secondo il Nostro, in grado di dipanare il fenomeno per risolverlo nel frangente storico vissuto dalla «presenza» nei suoi momenti di crisi e di riscatto. Aut-Aut : irrazionalismo o storicismo assoluto; non vi è altra alternativa prospettica capace di affrontare il duro problema secondo un criterio correttamente storiografico. Il già citato commento al congresso di storia delle religioni ci permette di stabilire la posizione netta e precisa di de Martino: non vi è fenomeno quantitativo o qualitativo che non si risolva integralmente nella storia. Ma questo non è già un a priori? Non è già una posizione teoretica potenzialmente chiusa ad ogni altra possibilità e quindi implicante di necessità una soluzione che, per quanto ricca e articolata sul piano fenomenologico e storico, non può non approdare ad una conclusione predeterminata in partenza? (17) E’ vero che ciò vale per il credente co me per il noncredente, per quanto onesta e oggettiva sia la ricerca da essi condotta, ma una scelta di tipo storicista — a parte l’effettivo contributo da essa recato, specialmente per merito di studiosi insigni come Pet-tazzoni, Lanternari, de Martino ed altri — presenta gli stessi pericoli di una ricerca operata all’ interno di una concezione del mondo aperta al tiascendente : troppo vi è impegnato lo storico in ordine alla propria esistenza e al proprio destino perchè esso non si senta profondamente impegnato anche personalmente come singolo di fronte all’Essere ed al suo significato ultimo. D’altra parte non ci sembra che l’autonomia della dimensione religiosa, perchè di essa si tratta e non di altro, possa trovare fondamento in una concezione irrazionalistica che, non a caso, affonda le sue radici in un ambiente permeato dal protestantesimo nel suo versante escatologico* e barthia. no. L’autonomia della dimensione religiosa può essere posta come base seria di ogni ricerca storica solamente nella misura in cui la ragione abbia esplorato i fondamenti filosofici del trascendente e del rapporto al trascendente delle creature. Ciò non significa affatto distinguere a priori religioni vere da religioni false : in sede storiografica non ha alcun senso una distinzione confessionale di questo genere. Significa, al contrario, indagare come, quando e perchè la dimensione religiosa si sia originata, abbia preso coscienza di se, sia stata determinata da particolari frangenti storici, abbia «rispecchiato», quanto ai contenuti, determinati rapporti di classe. E infine come, quando e perchè abbia supplito ad un reale, terrena e politica consapevolezza storica. Lo storicismo di de Martino così polemico con le correnti irrazionalistiche europee non sembra essere sfuggito anch’esso ad un fondamento esistenziale e psicologico rispetto al quale la storia generale viene dopo, anzi ne trae la sua stessa possibilità. Se infatti all’origine, sotto qualsiasi orizzonte storico e geografico, sta il «rischio della presenza», non risulta la storia stessa bloccata da uno schema, la cui risoluzione le permette di procedere in modo deterministico 63