soltanto se vengono liberati e superati i due momenti costanti : angoscia e crisi, unici a richiedere la tecnica destorificante del riscatto affinchè le «opere e i giorni» possano essere vissuti e, per così dire, «storificati»? Non ricompare così ad un più alto livello di consapevolezza culturale l’antica interpretazione, poi variamente ripresa, secondo la quale «primus in orbe deos fecit timor»? E d’altra parte, escludendo a priori le teorie del « numinoso » o consimili, le indagini di tipo positivista o storicistico di quanto si sono allontanate dal nucleo dell’ intuizione epicureo-lucreziana se non, ovviamente, per un sempre più ampio orizzonte di ricerche che hanno portato le scienze storico-religiose alla loro necessaria autonomia? E non sono forse ancora da esplorare i « meccanismi » psicologici che presiedono alla formazione delle tecniche protettive o, addirittura, alla invenzione delle «potenze sovrane» che popolano l’universo mitico-rituale delle diverse religioni? Ci sembra, per concludere, che molti problemi d’ordine teoretico, storico, psicologico ed epistemologico rimangano aperti nell’opera pur così suggestiva e ricca di stimoli di Ernesto de Martino. Ma il problema di fondo resta sempre quello ineludibile della storiografia religiosa : vale a dire il collegamento più o meno stretto, malgrado ogni sforzo di obiettività scientifica, tra le impostazioni prescelte e il criterio di verità o di valore deciso per il suo oggetto, il che evidentemente chiama in causa personalmente lo storico e la sua scelta di fronte all’Essere ed al suo significato. GLOSSARIO ALIUD VALDE: espressione agostiniana denotante il numinoso come alterità radicale; «il religiosamente misterioso, il puro myrum, è... il «tutt’altro» (Ganz ande-re), il thateron, lo anyad, lo alienum, lo aliud valde, lo straniero o l’estraneo, ciò che è assolutamente al di là dell’usuale, del comprensibile e del familiare, e per questa ragione «nascosto» ed in opposizione radicale con l’ordinario, e proprio in forza di ciò ricolmante l’animo di sbigottita sorpresa» (18). ANYAD : in sanscrito, la forma neutra dell’aggettivo-pronome anya, = «aliud». CRISTOCENTRISMO : (agg. cristo- cèntrico) : Neologismo del secolo XX; concezione spirituale ed etico - sociale, secondo cui tutta la vita umana, sia individuale sia collettiva, va incentrata in Cristo, nel suo insegnamento e nella sua grazia; orientamento teologico, che sottolineando che la religione cristiana è incentrata in Cristo, mette in luce la necessità che secondo tale prospettiva siano illustrate e coordinate tutte le verità religiose e sia informata la vita spirituale dei cristiani (superando speculazioni teologiche e forme di devozione marginali e caduche) (19). ESCATOLOGIA (agg. escatològico) : quella parte della teologia sistematica o dogmatica che tratta delle cose ultime: la morte, il giudizio, il cielo e l’inferno, ed anche la fine del mondo. ETNOCENTRISMO (agg. etnocèntrico) : la tendenza ad esaltare la superiorità del gruppo (specialmente nazionale od etnico) a cui si appartiene e a giudicare gli estranei — spesso in termini offensivi — secondo i criteri di valutazione del proprio gruppo; si può ritenere l’equivalente, per le relazioni etniche o nazionali, dell’ egocentrismo nelle relazioni personali. Definito da Melville Herskovits (l’antropologo culturale che ha articolato nella maniera più esplicita la tesi del relativismo culturale) «il punto di vista secondo cui il proprio modo di vivere deve essere preferito a qualsiasi altro », nei suoi aspetti più ottusi e intolleranti si può anche definire con de Martino come ((quel crudo colonialismo mentale che è lo equivalente conoscitivo del colonialismo politico» (20). JEROGENESI : voce dotta, «origine della religione», formata da tero- (greco hierós ((sacro, santo, divino») e -gènesi (lat. gene-sis Plin. Juven. Suet., dal greco génesis) sul 64