modello di oro genesi, ecc.; cfr. inoltre ierocrazia, ierofania, ecc. KULTURVÖLKER : «popoli di cultura» (plurale di Kulturvolk)', v. Naturvölker. NATURVÖLKER : (plurale di Naturvolk), da intendersi ora come popoli viventi allo stato di natura, cioè secondo la definizione di W. E. Mühlmann, « popoli con scarsi mezzo di dominio sulla natura, cioè con scarsi mezzi tecnici». Nel corso della storia della storiografia etnologica definiti ora come geschichtlose (astorici) ora come kulturlose (senza cultura) ora come \ultur-arme Vol\er (popoli poveri di cultura). Padre Schmidt aveva elaborato un tipo di classificazione più sofisticata, su base tecnico -economica, in cinque strati (Naturvölker, Halb\idturvól\er, Tief\ulturvöl\er, Mittel-kulturvoller, e infine Voll\ulturvöl\er), ma sempre viziata alla radice da gravi distorsioni metodologico - epistemologiche di origine, in definitiva, naturalistica; si veda, per esempio, quanto già diceva una vasta opera di consultazione germanica dei primi del Novecento : «in opposizione ai Kulturvölker lo strato più basso, primitivo del genere umano. Una netta separazione tra i due strati non è possibile, poiché i Kulturvölker sono formati da individui assai diversa-mente dotati e spesso i puri Naturvölker in certi singoli campi della cultura mostrano uno sviluppo sorprendentemente elevato». Con lucida nettezza afferma ora Herbert Tischner: «Non esistono selvaggi; anzi, dal punto di vista etnologico, non vi sono neppure popoli «privi di cultura» e nemmeno popoli « culturalmente poveri ». Infine la scienza rifiuta la denominazione di primitivi, in quanto contiene giudizi di valore ingiustificati, o evoca altri significati erronei» (ZI). SOTERIOLOGICO : relativo alla «salvezza», ossia alla redenzione del peccato e dal male (tema comune, nel suo significato metastorico, a moltissime religioni). THÁTERON : forma attica per tò hé-teron (neutro del pronome) = «aliud». WECHSELSEITIGE ERHELLUNG : in tedesco, letteralmente ((illuminazione, chiarimento reciproca/o»; si veda, nel metodo antropoanalitico dello psichiatra svizzero Ludwig Binswanger, la Erhellung dei tre termini in cui si articola quell’insieme unitario che è la presenza (cioè il chi e, il come-è e il mondo-in-cui-è un certo essente), attraverso di essa l’illuminazione del primo equivale a portar luce anche sul secondo e sul terzo termine, quella del secondo sul primo e sull’ultimo, e così via (22). NOTE 1) Summa Theologica, II, II, 81, 3, 4. 2) Publio Papinio Stazio, Tebaide, III, 661. 3) Ugo Bianchi, Storia dell’etnologia, Abete 1965, p. 242. 4) Prefazione citata nel testo, p. 15. 5) Coscienza religiosa e coscienza storica, p. 86-94. 6) Morte e pianto rituale nel mondo antico, p. VII. 7) B. Croce, Intorno al magismo come età storica in Filosofia e storiografia, La-terza 1949, p. 193. 8) B. Croce, Filosofia e storiografia cit., p. 247 agg. 9) Morte e pianto rituale nel mondo an- tico, pp. 14-15. 10) lbid., p. 16. 11) lbid., p. 18. 12) Mircea Eliade, Le mythe de l’éternel retour, Paris 1949, p. 18. 13) Furore Simbolo Valore, p. 41. 14) Il mondo magico, p. 258. 15) Introduzione di Pietro Rossi a W. Dilthey, Critica della ragione storica, Einaudi 1954, p. 19. 16) Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori 1960, pag. 96-97. 17) Si veda la vivace polemica di Claude Lévi-Strauss con Sartre nel capitolo IX 65