perchè non c’è che la mistica che ci inchioda alle realtà. Ma dobbiamo fare ancora un passo avanti, dobbiamo scavare ancora un po’ in profondità. Chi è il povero? Il povero è Cristo, cioè l’immagine del Padre, sfigurata nello uomo. Se Dio difende i poveri, se Dio è vindice dei poveri, è la voce di rivolta dei poveri, lo è perchè rivendica anche all’ultimo degli uomini la sua immagine che il nostro peccato sfigura. Il volto di Cristo sfigurato dagli sputi è il volto del Padre rivelato nel Cristo che viene continuamente sfigurato in ogni uomo. 11 Cristo è Figlio primogenito, ma lo uomo è il figlio di Dio. Così parlava Primo Mazzolari nel 1943, ad Assisi, in uno di quei convegni della cultura cattolica dove venne poi sempre meno invitato, perchè sempre più fastidioso : «Un segno del Regno di Cristo, la buona novella annunciata ai poveri; un segno del Regno dell’Anticristo, i poveri sono scristianizzati. Il povero è quasi fratello carnale di Gesù. Il Figlio di Dio è consustanziale al Padre nella Divinità, il Figlio dell’Uomo è consustanziale al povero nella umanità». Credo che siano parole definitive per chi ha una visione veramente cristiana della storia dell’uomo e del povero. Soltanto il cristianesimo ci rivela il povero perchè ce ne rivela il mistero : il mistero del povero coincide col mistero di Cristo e coincide col mistero del peccato, poiché il peccato fabbrica i poveri. Fino a quando i cattolici avranno una rappresentazione moralistica del peccato, il peccato come spauracchio per non andare all’inferno? Ma l’inferno lo costruiamo qui, incomincia qui. I campi di concentramento che cosa sono se non una figura, una immagine, una satanica emulazione dell’inferno? Lo costruiamo tutti i giorni l’inferno, là dove noi costruiamo un mondo senza amore. Noi sfiguriamo il volto del Padre su ogni uomo, gli togliamo la dignità, gli togliamo la speranza, gli togliamo anche la fede in Dio. E facciamo bestemmiare il Padre. Il povero viene fatalmente svuotato e defraudato. Che cosa significa la parola : «I poveri vengono evangelizzati?». Si restituisce ai poveri l’onore, la dignità, la speranza. Si rispetta nel povero la figura, l’immagine, il volto del Padre, perchè il Padre in quell’uomo, anche nell’ultimo, volle costruire un suo capolavoro. Ogni uomo è un capolavoro dell’amore di Dio, e noi, egoisti, impediamo al Padre, impediamo a Dio di fare di ogni uomo il suo capolavoro. Su questo terreno, credo, anche i miei amici comunisti avrebbero qualche cosa da imparare. La scoperta che il comuniSmo e il marxismo fanno del povero è ancora molto superficiale, è ancora molto razionalistica; non hanno ancora (e d’altra parte, non ne hanno colpa) il dono di credere, non hanno ancora scoperto la radice ultima del povero. Per questo anche loro fanno una civiltà contro i poveri; anche loro giocano sui poveri, sulla pelle dei poveri, dicendo : «Faremo la civiltà domani». Ma questo uomo patisce oggi la fame. E se voi negate la speranza che Dio si vendichi, nell’eterno, di tutti defraudamenti fatti dall’uomo, come fate a sostenere la speranza umana di milioni di poveri che ogni giorno vengono inchiodati alla miseria, uccisi dal nostro egoismo? Ecco l’impotenza di queste due posizioni che sono eretiche dal punto di vista cristiano, insufficienti dal punto di vista umano. Non si può onorare il povero cancellando dal volto del povero la presenza del Padre; ma non si può nemmeno fare onore al povero dimenticando la carne di Cristo in ogni povero. «Sei tu che devi venire?» Ed ecco la risposta eterna: «Io avevo fame, io avevo sete, io ero ignudo, io ero perseguitato, io ero nei campi di concentramento, io lavoravo e non ero pagato, io lavoravo ed ero umiliato». Questo esercito di poveri fa riec-cheggiare in una moltitudine infinita la parola io, io. E’ il nome di Dio, è la presenza di Dio, è la persona di Dio che ha fame nell’ultimo. Perchè noi non sfuggissimo, nemmeno attraverso i trabocchetti esegetici, alla semplicità schiaffeggiante di queste parole, il Vangelo è preciso: «Qualunque cosa, 74