capitalistiche; ma essa stessa è una di queste potenze viventi del profitto, dello interesse che nasce dal lavoro degli altri». Chiesa povera : chiesa libera. Una chiesa che, proprio perchè povera e ha niente da difendere, può dare tutto. Queste le prime parole di Pietro primo papa : «Non ho nè oro nè argento, ma quello che ho ti dò, alzati e cammina». Quando la chiesa è povera diventa libera e disponibile con tutti, aperta a tutti, ecumenica anche per chi non si riconosce nella Chiesa; Chiesa dialogante, aperta ad ogni ricerca di verità, Chiesa che cammina su ogni strada perchè ogni strada che cer-cerca la verità è una strada che porta al Cristo. E’ il Cristo che passa per quella strada: «Non spegnete il lucignolo fumigante, ma nutritelo col vostro olio; non spezzate la canna fessa, ma fate voi da sostegno a questa fragilità». Chiesa libera: libera da ogni tattica, da ogni furberia, da ogni diplomazia, libera della libertà dei figli di Dio. C’è un solo Vangelo per tutti, una sola parola per tutti, un solo comandamento per tutti. E se c’è un privilegio, è per gli ultimi, i più indifesi, i più ignoranti, i più sfruttati, perchè là c’è più Cristo. Libera, e proprio perchè è libera di dentro, e libera in nome di Cristo, diventa provocatrice di libertà. Accettando il dialogo non ha paura di confrontare la parola colle parole, nè teme di essere sorpassata. Sa di possedere una Parola Eterna che dentro porta tutti i fermenti per tutte le rivoluzioni. Come il povero è il segno di contraddizione nella storia, così la voce della Chiesa è il segno di contraddizione nell’anima di ogni uomo, perchè «siano rivelati i pensieri segreti» di ogni cuore. Vivo da quattro anni in una zona dove da secoli i poveri la Chiesa l’han vista sempre dalla parte di là. Hanno cominciato ad essere delusi dal regno pontificio e su su lungo la storia italiana, il prete, la parrocchia, la Chiesa erano sempre « di là ». Come si può riconquistare la fiducia di questa gente che è ignorante, perchè noi l’abbiamo fatta ignorante; che non è libera, perchè noi non li abbiamo liberati; che non ha molto coraggio, perchè hanno visto quasi mai un cristiano passare davanti? In quattro anni la mia gente non mi ha ancora chiesto un giorno di fare il prete : non hanno bisogno del prete. Come possiamo riconquistare la fiducia dei poveri, se in certi momenti non sentono dalla Chiesa una parola libera, che non guarda in faccia nessuno, perchè si vuol bene a tutti? Se io smaschero il fratello, è perchè voglio bene alla sua coscienza; se lo schiaffeggio nel suo egoismo, è perchè lo amo talmente che vado contro i suoi egoismi. Questa libertà cristiana nasce da un impeto di carità che non guarda in faccia a nessuno perchè guarda nel cuore di tutti. Una Chiesa povera, una Chiesa libera, una Chiesa pacifica. L’ ultima tentazione : «Se mi adorerai, tutto sarà tuo». Si incomincia prima con lo sfruttamento intellettuale; poi lo sfruttamento intellettuale va a servizio dello sfruttamento economico; poi tutti e due vanno a servizio dello sfruttamento politico, e viene fuori l’imperialismo o economico o politico o militare. A un certo momento qualcuno dice : «Se ti lasci dominare io ti condurrò alla felicità». Si ricordi Dostojevvsky: «Datemi la libertà e io vi darò 0 pane». I poveri oggi a milioni sono in questa tentazione. La Chiesa deve diventare « sacramento di pace », il segno di servizio in un mondo che crede nel potere, crede che soltanto il potere salvi. Il più alto momento della gerarchia e delPautorità, secondo il Vangelo, è nella «lavanda dei piedi». Dio che diventa «lavapiedi», Dio lava i piedi anche a Giuda. Questo è l’imperialismo della Chiesa, questo è il suo dominio : servire, perchè crede non nella forza, non nella violenza, non nel denaro, crede soltanto nell’amore. La Chiesa deve avere il coraggio di ripetere, contro tutte le furbizie, contro tutti gli equilibri, la parola della pace cristiana che è rispetto prima di tutto della vita degli ultimi. « Tu non uccidere ». Prima si uccide la dignità e la coscienza, poi lo stomaco e le braccia, poi la civiltà diventa cimitero. 78