male; la cui natura vai forse la pena di esemplificare per comodità su un testo letterario anziché su uno musicale tanto più che prima degl’inizi del secolo XVII i soli tipi di musica tematicamente strutturata erano quelli che derivavano dalla letteratura popolaresca : ad esempio nel Cinquecento, la villotta, la frottola, la villanella, la canzonetta, il balletto; ecc. : composizioni il cui stesso testo già prevede un certo tipo di forma : l’uso dei ritornelli, dell’isometria del verso oppure della stessa rima : tutti elementi che hanno influenza profonda sulla strutturazione della stessa forma musicale. Si può scegliere ad esempio una qualsiasi delle «Frottole» dell’edizione del Pe-trucci che le note di Marco Cara rivestono con perfetta aderenza di struttura : Ahimè el cor, ahimè la testa, Chi non ama non intende, Chi non falla non se mende; Dopo el fallo el pianger resta. Ahimè el cor ahimè la testa ecc. Notiamo anzitutto alcuni tipi di organizzazione formale del discorso : la ripetizione del ritornello alla conclusione delle singole strofe; l’uso della rima, l’uso dello ottonario. La ripetizione del verso intero ha una sua funzione particolare -. quella di porre in rilievo il significato di questo verso, ma il fatto che esista una regolarità nella ripetizione, implica la possibilità di una specie di anticipo interiore per il quale, quando si arriva a : « el pianger resta », si sa già ciò che seguirà e si tende verso questa inevitabile conclusione; avviene così che tutto il giro sintattico delle singole strofe converga in un certo senso su quell’unico verso e nasca in funzione di esso e che dunque la ripetizione assuma il carattere di una promessa che si aspetta di vedere mantenuta. La stessa cosa avviene per il sistema delle rime : anche nei riguardi della rima c’è una tendenza affettiva che nasce dalla stessa forma di anticipo interiore : la quale in questo caso, naturalmente non coinvolge anche il significato, ma solo il suono della sillaba. Se a tutto questo si aggiunge la regolare disposizione degli accenti, che pure determina analoghe forme di promessa e di attesa, diventa chiaro come, anche nell’ elementare esempio citato il principio della ripetizione regolare di certi elementi determini un intricarsi assai complesso di tensioni e di distensioni, o, se si vuole di slanci e di pose. E’ pure chiaro che nel linguaggio parlato questo ritmo interiore può essere generato da altri elementi, ad esempio dalla tensione sintattica del discorso (come nel tipico uso ciceroniano dei richiami sintattici a distanza) o dalla stessa tensione narrativa («C’era una volta un re che aveva tre figli... un giorno il figlio più piccolo...»); ma in un linguaggio come quello musicale in cui i legami che uniscono fra loro i singoli momenti percettivi non sono di ordine logico, ma sono di ordine fisionomico (cioè non possono che riguardare la somiglianza o la eguaglianza), queste attese e queste promesse possono basarsi solo sopra il principio della ripetizione, della costanza di certi elementi. Si può dire che tutta la musica anteriore al secolo ventesimo (e si parla qui naturalmente di musica che possieda forma propria, non di quella che derivi la sua struttura dalla parola, dalla danza ecc...) si basi appunto sul gioco delle eguaglianze e delle ripetizioni e in particolare su tre aspetti di esse : sul ritorno tematico, sullo sviluppo tematico (con legami di somiglianza più o meno stretti con la proposizione iniziale) e sull’itinerario e ritorno tonale; senza dimenticare naturalmente che a questo principio dell’ eguaglianza va affiancato 1’ altro principio, opposto, e altrettanto antico, del contrasto (ad esempio, contrasto fra canto fermo e parti in contrappunto nella polifonia medioevale, o contrasto fra adagio e allegro nelle composizioni a più movimenti o fra primo e secondo tema delle sonate plu-ritematiche, ecc.). Uguaglianza e contrasto assumono, dunque, quasi l’aspetto di principi trascendentali della forma musicale. Per «abolizione della struttura formale tradizionale », si può dunque intendere qualche cosa di preciso : cioè l’abolizione dei tradizionali principi fisionomici dell’eguaglianza e del contrasto e della rete di legami 83