tensivi e distensivi che si crea automatica-mente fra loro. Ci si può chiedere dunque che significato abbia questa abolizione e perchè si sia creata questa antitesi così netta e radicale. Il fatto è che il principio dell’eguaglianza e del contrasto ne porta con sè inevitabilmente un altro : cioè quello di un ordine qualsiasi in queste eguaglianze e in questi contrasti : la permanenza di certi gruppi di elementi semplici in una figura complessa, l’emergenza di certe costanti, implica necessariamente una concezione unitaria della intera figura, pressupone inevitabilmente un lavoro del pensiero il quale avvicini e paragoni questi segni identici o equivalenti, percorrendo mediazioni più o meno numerose e confrontando fra loro, fin dove è possibile anche queste mediazioni. Naturalmente lo intervento di questa facoltà ordinatrice di questo lavoro del pensiero può avere gradazioni diverse : è massimo ad esempio nell’epoca del razionalismo e soprattutto nel suo prodotto più complesso, la «forma-sonata» nella quale appunto nessun elemento è lasciato al capriccio della spontaneità creativa, ma tutti sono assoggettati al perfetto ordine architettonico dell’insieme; si allenta invece nell’ epoca successiva la quale anzi tende gradatamente a infrangere questi vincoli e a disconoscerne la necessità interiore; ma resta il fatto che, in qualunque occasione o in qualunque modo si presenti, la emergenza di queste costanti si impone sem- pre nel linguaggio musicale come principio ordinatore e dunque razionalizzatore. Ora, radicalizzare questo principio cioè accettare che, la propria spontaneità creativa, le proprie facoltà inventive, debbano esprimersi attraverso una strettissima mediazione di questa facoltà ordinatrice, di questo controllo razionale, significa evidentemente concepire in modo razionale e ordinativo, la dinamica del proprio mondo interiore, razionalizzare la propria coscienza fino al punto di identificare razionalità e realtà; d’altra parte, invece, allentare questi rapporti di emergenza, di interdipendenza, di simmetria, significa anche lasciare più ampio spazio alla libertà delle proprie voci interiori, abbassare il livello della propria coscienza e lasciarvi penetrare istanze in altre occasioni represse o disprezzate o temute. E’ vero che le correnti della musica d’avanguardia, cioè quelle che più tendono verso un’assoluta e radicale dissociazione sonora, sono proprio le più impegnate a inventare metodi di composizione estremamente razionalizzati e talvolta addirittura matematici; ma è vero pure che in questo caso la radicale matematizzazione del metodo compositivo nasce con uno scopo negativo ben preciso: cioè serve a preservare la sostanza musicale da qualsiasi contaminazione possibile con le vecchie forme di struttura, serve a ottenere la massima dissociazione reciproca degli elementi sonori, a sradicare qualsiasi forma di permanenza, di simmetria, di VOGLIO LA.. 50 - 90 - 125 - 150 - GL - SS ... FILIPPINI - VESPA - MANTOVA Via Montanara e Curtatone n. 58 Telefono 29.696 84