contrasto; ne sorge tuttavia di conseguenza che vengono sradicate in tal modo anche tutte le correnti di tensione che si instaurano automaticamente fra l’una e l’altra di queste permanenze. Assolutamente estirpate tutte le possibili forme di tensione, cioè raggiunto finalmente quell’ automatismo psichico a cui si tende, credo che la musica cessi di compiere la sua elementare funzione di mezzo di comunicazione, per divenire semplicemente oggetto percettivo: e in effetti una certa parte dell’avanguardia si pone ora con assoluta serietà il problema del silenzio oppure di una musica il cui fruitore unico sia l’esecutore stesso. Forse è questo un modo di dimostrare come il significato più autentico del linguaggio musicale consista appunto in quelle «correnti di tensione» più o meno ampie o più o meno capillari o infinitesimali che si creano fra quegli elementi del discorso sonoro fra i quali si possa stabilire qualche rapporto di simiglianza. E’ certo comunque che una coscienza affatto priva di qualsiasi possibilità di stabilire qualche tipo di rapporto fra le cose è una coscienza accecata, una non-coscienza; la quale coincide ben a ragione con il silenzio. # • • In realtà il problema della musica di oggi è diverso da come lo prospettano le avanguardie : non si tratta cioè di sradicare dalla musica qualsiasi forma di struttura, cioè di raggiungere una sorta di informale puro, il quale coincide con l’assoluta cecità della coscienza, ma semplicemente di liberarsi degl’inganni e dei miti della ragione, di trovare con essa un nuovo rapporto, di scoprire quali sono le cose che vivono quando essa dorme, di prender confidenza con questi mostri e con queste disarmonie; alla coscienza musicale contemporanea non ripugna dunque qualsiasi forma di struttura, ripugnano solo quelle forme di struttura che mitologizzano il lavoro della ragione e imbrigliano la realtà interiore in ipostasi metafisiche alle quali sfugge l’autentica, disordinata dinamica delle cose. Tradotto in ter-termini fisionomici, com’è necessario quan- do si parli di forme musicali, ciò significa che i principi primi della similitudine e del contrasto, i quali non possono essere aboliti, debbano venire però sottoposti a una radicale revisione critica che li disordini e li disarmonizzi poiché l’inganno della ragione non consiste affatto nel conservare questi principi primi, ma nel disporli in un certo modo simmetrico. Di questo Petrassi è evidentemente consapevole e del resto lo stesso Bortolotto, sia pure con un certo rammarico, concede che l’opera non sia scritta «secondo il principio moderno della dissociazione assoluta»; anzi nel brano citato all’inizio, elenca esaurientemente le varie forme di similitudine che il discorso di Petrassi conserva. Naturalmente essendo venuta meno la possibilità di una stereotipia formale nella musica contemporanea, è chiaro che ogni scelta che venga compiuta in questo campo ha un suo preciso e ben delineato significato; le scelte per un musicista contemporaneo si sono infinitamente e drammaticamente aperte. Nella fattispecie, quella di Petrassi si basa dunque sul prncipio della continua mutazione delle immagini, sulla rappresentazione di barlumi di realtà che si presentano un attimo e subito si sottraggono alla attenzione, come in una visione onirica nella quale ci si affanni continuamente a scoprire un senso che continuamente muta e sfugge. Ciò che dà un significato a questo continuo variare di inafferrabili immagini, (l’angoscia che le lega) è appunto il principio della continua mutazione, il quale, appunto come principio, è una forma di similitudine, di permanenza. E c’è un altro principio fondamentale di permanenza al di sotto della serie capillare dei microcosmi, cioè quello del parallelismo fra i microcosmi del solista e quelli dell’orchestra : «Concerto» in questo caso non è inteso nel senso tradizionale di «certamen», di contrapposizione drammatica fra due realtà opposte, di confronto quasi speculare fra due realtà simili, secondo il principio della rifrazione continua delle mutevolezze dell’ una nelle mutevolezze dell’ altra, la qual cosa moltiplica e potenzia il significato di ciascuna di esse. 85