ger (premiato in una precedente edizione per Scorpio Rising) e due esponenti del cinema svedese : Vilgot Sjoman e Bo Wi-denberg. La presenza de] cinema cubano a Por-retta trova giustificazione nella esigenza di informare un pubblico specializzato sui criteri con cui viene organizzata l’attività cinematografica in questo paese. Cuba com’è noto non ha mai avuto una produzione che possa essere in qualche modo considerata nazionale. Prima del ’59 essa si limitava per lo più ad offrire scenari e sfondi per drammi di carattere avventuroso, in genere prodotti con capitali stranieri. Solamente dopo la rivoluzione fu possibile raccogliere le fila di una attività quasi clandestina sviluppatasi negli ultimi anni del governo Batista, e organizzare un istituto statale per l’arte e l’industria cinematografica. Da questo istituto, cui vennero all’inizio attribuiti compiti di carattere didattico, cioè di preparazione dei registi e dei tecnici, sono stati prodotti i documentari presentati a Porretta. 11 tono di queste opere che rivelano tutte una uniformità sostanziale, è quasi sempre di carattere didascalico-illu-strativo e, pur cercando di seguire una linea di verità e di sincerità il più possibile lontano dalla propaganda dichiarata, non coltivano cerio ambizioni artistiche particolari. Uomini come Jvens, Marker, Gatti, Kalatazov, Evtuscenko o Zavattini che hanno saltuariamente collaborato con l’istituto cubano, non hanno avuto il tempo di lasciare una traccia sicura. Alea, Espino, sa, Fraga, Canel, Roldan, Gomez, Massip, Torres, Alvarez, Noguera e gli altri, hanno messo in evidenza l’esistenza di una vasta attività cinematografica per ora impegnata nell’affinamento dei propri strumenti e nel tirocinio scolastico, ma evidentemente decisa a trarre dalla realtà e dall’esperienza della rivoluzione temi e problemi carichi indubbiamente di fascino e di interrogativi artistici. Diversa per molti aspetti la situazione della cinematografia jugoslava sorta in un paese dove, sia pure tra molte difficoltà ed impedimenti, non si è mai tralasciato di mantenere legami stretti con la cultura e l’arte degli altri paesi europei anche nelle manifestazioni più spregiudicate e d’avanguardia. Per quanto riguarda il cinema non si può fare a meno di notare che i registi jugoslavi delle nuove generazioni hanno seguito da vicino le esperienze di autori come Antonioni, Resnais, Godard. L’influenza di questi maestri si è tradotta sul piano pratico in una ricerca di carattere formale e nell’adattamento di temi di natura esistenziale ormai comuni a gran parte della cultura europea. S’è avuta così la sensazione che il cinema jugoslavo sia riuscito ad evitare le pastoie del cinema didascalico e propagandistico, attraverso il quale hanno dovuto passare altre cinematografie socialiste, senza però riuscire, o senza riuscirvi sempre, a fondere le sollecitazioni di provenienza europea con la necessità di riflettere i problemi tipici della realtà nazionale. Petrovic, Makavejev, Papic, Dor-devic, Bulaijc, Slyepcevic, Pavlovic, Mimica, hanno dimostrato di essere pervenuti ad un notevole grado di raffinatezza nell’uso degli strumenti e delle tecniche; ciò che ancora non si vede è la capacità di mettere questa abilità al servizio di problemi direttamente tratti dalla realtà del paese e non, come spesso avviene, dalla moda e dalla pubblicistica straniera. Si ha insomma la sensazione che questi giovani registi potrebbero fare un cinema miglore se facessero un cinema più evidentemente jugoslavo. Alcuni di essi per la verità, come Vatroslav Mimica con Prometeo dell’isola di Visevica, Vejko Bulaijc con Sguardo nella pupilla del sole, Dusan Makavejev con L’uomo non è un uccello, hanno già dimostrato di sapersi intelligentemente porre su questo piano di ricerca. Al di là di queste più che legittime riserve resta in ogni caso, alla mostra di Porretta il merito di aver rivelato l’esistenza di tale attività in un paese che continuava a rimanere sotto l’aspetto cinematografico del tutto sconosciuto alla maggior parte dei critici. Ma il discorso non sarebbe completo se non dicessimo che accanto alla produzione dei film a soggetto esiste 89