rimane un quantitativo demistificatorio di una realtà che viene ad essere riproposta senza alcun intervento. La costruzione di questi quadri, come facilmente si può notare, se pur presenta internamente delle antinomie tra immagini della figurazione commerciale e la resa pittorica (colori di sapore espressionistico) o ancora tra l’evidente oggettività e la componente intensamente fantastica della sua strutturazione, viene a risolversi nel tessuto comunicativo che amalgama appunto ogni contrasto, ponendo principalmente l’accento sull’essenzialità che è alla base di Donzelli; cioè evidenziando non già l’immagine per l’immagine, ma la simbolica resa che l’artista nel suo rappresentarla riesce a conferirle. Ed ecco come a nostro avviso un’operazione di questo tipo non solo è da considerare valida, ma anche completa dal punto di vista comunicativo, in quanto in essa vengono a convogliarsi le principali componenti che incidono sul nostro vivere quotidiano. Non vi è dubbio, proprio per le componenti intrinseche di urto e di facile assimilazione, che opere di tal genere, cui ormai si dedicano artisti tra i più significativi, quali Adami, Arroyo, Saul, Tèlèmaque, ecc., trovino nel loro proporsi (quindi nel loro concretizzarsi come opere finite) una sorta di dialogo demistificatorio da un lato (ironia e ludicismo), ma anche attivamente partecipe alla realtà contemporanea (gli strumenti linguistici). Logicamente un tale procedimento non è che si sia imposto diciamo così ex abrupto, in quanto nel nostro panorama storico artistico dal dadaismo all’informale e al surrealismo, abbiamo chiari spunti di ironia protesa ad una evidenziazione provocatoria di certi determinati atteggiamenti della società borghese (questo a riprova di quanto Renato Barilli in altra sede ebbe a dire in base ad elementi riscontrabili «che nella ricerca contemporanea tutto è rimesso continuamente in gioco e nulla esce definitivamente di scena»), ma è anche vero che negli ultimissimi anni «l’accentuazione ironica, spesso intrecciata con lo esito fabulistico intensamente fantastico, ha preso grande sviluppo come una vera e propria area problematica, non solo nel senso dei temi, ma anche specificatamente degli strumenti : in una sorta di contrapposizioni alla spesso cupa ponderazione e alla serietà — quando non seriosità — della problematica essenzialmente ontologica che assillava i protagonisti dell’ informale» (Enrico Cri-spolti). In questa area problematica sono da inserire le ultime opere di Donzelli che si offrono nella loro figuralità intimamente legata al quid della nostra esistenza, che, se pur per la componente insita fantastica, è portata ad una rappresentazione che apparentemente potrebbe essere di tipo surreale. E’ a nostro avviso, invece, da considerarsi proprio per questa osmosi surrealtà-quotidia-nità tipica della nostra attuale espressane Un lato positivo da addurre a Donzelli, ci sembra essere la facoltà che ha di non disperdersi nel caos dell’immanenza che viene ad essere assoggettata alle sue necessità espressive, cosicché tutto viene ad essere ricondotto ad una discorsività narrativa dove l’invenzione è motivazione di una tematica il cui fine è tale da prospettarci una sorta di quotidianità, ma modificata da una interpretazione soggettiva. Così mentre entriamo pienamente nel quadro proprio perchè attratti da quel concatenarsi di oggetti a noi familiari, o perchè vi troviamo le nostre passioni oggettive (sogni, miti, inibizioni), tutto ad un esame di lettura più attento ci sfugge, in quanto non è più ad attrarci l’oggettività realistica degli oggetti riprodotti, ma la funzione di tramite che essi hanno in corrispondenza della storia che l’artista intenzional mente vuole raccontarci. E’ proprio per questa bipolarità cui sono assoggettati i quadri di Donzelli : cioè l’evidenziare da un lato l’ironia degli oggetti e dall’altro la favola che con essi riesce ad intessere, che a nostro avviso devono essere considerati oltre la mera resa epidermica del fumetto ma più propriamente per la qualità emblematico-simbolica che l’artista vi ha saputo infondere. 94