in più occasioni dicendo cose nuove anche a proposito di figure già oggetto di lunghi studi come Turati, Antonio Labriola, Arturo Labriola, Bissolati, Bonomi, Bordiga, Gramsci Serrati, Lazzari. Che il gruppo dirigente che si ispirava al riformismo turatiano fosse costituito di personalità di grande rilievo, di eccezionale dirittura morale, di preparazione culturale, di coerenza in tutto l’arco della loro vita (anche qui vi furono naturalmente le eccezioni) sembra ormai consolidato. In coloro che abbiamo citato non troviamo defezioni, sbandamenti, incoerenze o episodi di corruzione; nei rivoluzionari spesso incontriamo personalità più vive dal punto di vista politico e culturale, come Enrico Ferri o Arturo Labriola ,ma ci troviamo spesso anche di fronte ad atteggiamenti imprevisti e disorientanti. Il riformismo turatiano ha la sua fine emblematica nell’eroismo e nel sacricio di Giacomo Matteotti. Con la venuta del fascismo la funzione storica del riformismo turatiano si conclude in modo irrimediabile; i sopravissuti ora non riescono più a capire il mondo di fronte al quale si trovano e non sanno indicare la via per reagire e per ricostruire. Un notevole contributo di conoscenza e di documenti per lo studio approfondito del riformismo turatiano, ci viene ancora offerto da uno studioso appassionato e an-ti-conformista, che buttandosi alle spalle il pericolo di facili accuse di contaminazioni fra storia e politica, mescola con disinvoltura ma mai in modo banale, i suoi studi storici, con tratti di pregnante polemica attuale. Intendiamo riferirci a Renato Mar-miroli che con la sua più recente fatica dà alle stampe Socialisti, e non, controluce, (Editrice La Nazionale, Parma, 1965). Il Marmiroli, ci si passi il termine, ha realizzato un grosso colpo, riunendo in questo volume ben cinque cospicui « fondi » riguardanti il carteggio di Camillo Prampolini. Anche uno solo di questi fondi poteva giustificare pienamente una pubblicazione. Per lo studio del nostro Risorgimento si era verificato ciò che ora sempre più in- sistentemente si verifica per la storia del socialismo italiano; in un primo momento furono esaminate prevalentemente le prese delle figure più significative, poi incominciarono ad affiorare carteggi sempre più consistenti a rivelare le radici lontane e prossime di certi atti, l’ambiente familiare e la cerchia delle amicizie, gli aspetti psicologici della quotidiana vita politica con le sue oscillazioni, incertezze, scoramenti. In questa raccolta di documenti troviamo in primo luogo un cospicuo contributo ai primi dibattiti teorici sul socialismo italiano e precisamente quelli aperti dagli opuscoli e dai volumi di Enrico Ferri, Filippo Turati e Napoleone Cola)anni sulle questioni relative alla responsabilità personale in rapporto al delitto, all’influenza determinante dell’ambiente, ai sistemi di prevenzione e di pena. Il Prampolini fu uno dei principali assertori di un positivismo interpretato in senso rivoluzionario e progressista, mentre il Ferri in quegli anni, si era assunto il compito di proporre un positivismo di tono democratico, ma molto più moderato, anche se non conservatore. Ma forse ciò che risulta più evidente da queste lettere è il carattere personale dei vari corrispondenti e gli aspetti esistenziali della loro personalità. Non si sa per quali ragioni molte di queste figure siano state colpite da malattie nervose e abbiano avuto per anni il terrore di cadere nella follia; casi tipici ma non i soli sono quelli di Turati e di Prampolini che considerando le proprie origini familiari si sentono spesso in bilico fra controllo e follia e sono quindi propensi a scoraggiamenti improvvisi, a desideri di solidarietà, a confidenze perfino compiaciute. Contrasta poi con tutto questo il carattere di allegra spavalderia che distingue il tono delle loro lettere quando sono di fronte a pericoli reali o sono in carcere o stanno per essere arrestati. Un atteggiamento mentale particolare è pure quello di Antonio Labriola, sempre improntato ad un accentuato pessimismo; egli non solo è aggressivo contro tutte le i posizioni pubbliche 101