guardie del nostro secolo. Naturalmente la disposizione al racconto e al simbolico hanno indotto molti artisti ad indulgere alla parabola, all’impegno ideologico espresso in forme didattiche, al moralismo allegorico e questi sono, comunque, i difetti e i rischi affrontati e pagati da quasi tutta la pittura del secolo. Non è questo il lascito della pittura delle fine dell’ottocento ? Eppure molti artisti italiani e stranieri residenti in Italia, hanno sentito il fascino della ricerca fantastica. Oltre a quelli che ho nominato prima, altri (che sono rimasti degli out-siders e questo è uno dei torti più gravi della nostra cultura), quelli che non sono emigrati : Fabrizio Clerici, Italo Cremona, Ponte Corvo e, più giovani (e meglio affermati), Gastone Novelli, Achille Pe-rilli, Giannetto Fieschi, Alik Cavaliere. Tra gli stranieri che operano in Italia, malgrado la poca fortuna che vi hanno raccolto e che altrove sono famosi e famosissimi Vifredo Lam, Samuel Back ed Eugéne Berman, Hibrahim Kodra e, da poco, Guy Harloff. C’è poi il singolarissimo caso di Balthus che, comunque lo si valuti, va considerato a parte ma che non può non essere inserito in questo discorso. Ma la situazione sta cambiando e volgendosi a favore delle istanze della libertà inventiva. Nella letteratura si impegnano case editrici come Bombiani con la collana « Il Pesanervi », 1’« Adelphi » con la riproposta di libri sconosciuti e dimenticati, Rizzoli anche lui col proporre i tentativi di una generazione che scopre in ritardo ma finalmente le possibilità della narrativa fantastica, Feltrinelli che nelle « Comete » ospita gli esperimenti notevoli di scrittori per lo più appartenenti al Gruppo ’63 che si è dimostrato già nella sua rivista « Male-bolge » e con le opere di Sanguineti, Celli, Albertazzi, Spatola, Porta, Marmori, interessato al clima e alla meccanica della narrativa surrealista esponendosi qualche volta anche con dichiarazioni di poetica. Nel cinema, con gli ultimi sviluppi da Fellini a Pasolini a Bellocchio si lascia intendere che le lezioni di Bunuel e Dall sono all’esame per una riproposta contemporanea, Breton, Borges, Lovercraft e Lautrea-mont, Artaud, Le Fanu, Kubin, Capek, Klossovski, Meyrink, ed altri nomi circolano ormai assieme a quelli di Le Clezio e di Ginsberg accomunati dall’estrema attualità della loro opera anche se qualcuno come James B. Cabell e Herzmanovsky resta ancora nell’ombra. Per non uscire dal tracciato che mi ero imposto non voglio continuare questa digressione dal terreno della pittura e della scultura. L’argomento è svolto con competenza e particolari in altra parte di questa pubblicazione. Evidentemente ho concesso molto spazio alla voce « Sur-