gio pittorico) col quale altri artisti cercano di avvicinarsi, per puro spirito di conoscenza, alla mentalità consumistica e tecnologica, adottando metodi espressivi che qualcosa devono alle tecniche moderne ma che il ricupero del fantastico costituendo un « rappel au desordre » è la quale l’artista li impiega. Questa rassegna nasce in rapporto di contrapposizione ideologica alle mostre che si sono allestite quasi contemporaneamente a Foligno e a S. Marino e malgrado l’esiguità dei mezzi coi quali si è realizzata, vuol contribuire con una vivace risposta al dibattito che si svolge sul piano nazionale con le rassegne artistiche dello scorcio estivo. Ritengo che il ricupero del fantastico costituendo un «rappel au desordre» è una mostra che svolge un ruolo non trascurabile nell’attuale dibattito ideologico. E lo affermo ben sapendo che tale affermazione può essere scambiata per eccesso di vanagloria. Lo affermo, al contrario, perchè credo, in piena responsabilità, alle tesi che ho esposto. Mi auguro che questa rassegna abbia tutta l’attenzione che non dispero anche di poter richiamare perchè laddove a qualcuno potesse interessare la singola presenza di alcuni artisti, per l’enunciazione di un semplice giudizio di tipo qualitativo (ma ha ancora un senso questo ?), può trovare materiale notevolissimo e pressoché sconosciuto, quando non sconosciuto del tutto, sul piano nazionale. Anche quelli dell’avanscoperta, della ricerca coraggiosa e spericolata, della proposta di giovani e di artisti che benché maturi e solvibili sono stati sino ad oggi considerati degli « outsiders » sono tra i compiti che la rassegna vuole assolvere. RENZO MARGONARI, 1967