abacuc silvano gilardi (abacuc) è nato a torino nel 1933. - vive e lavora a giaveno (torino). L'abilità dell’esecuzione, che il giovane artista riesce a mantenere viva anche quando può sembrare che la descrizione delle cose sia spinta fino alla pedanteria e la ricchezza delPimmaginazione, per le figure di cose e di luoghi scattano sempre nelle tele con una carica di energia che affascina lo spettatore, fanno di Silvano Gilardi uno dei rappresentanti più caratteristici del surrealismo moderno in Italia. La pittura di Abacuc, può generare qualche ingiustificata diffidenza. Dovrebbe valere la lezione di Magritte; perchè anche la pittura di Abacuc tra le diverse sconcertanti esperienze del momento può sembrare la pittura di un « pompiere ». Anche lui definisce con minuzia esasperata le apparenze di un mondo quanto mai realistico; cieli di giorno e di notte; nuvole come cirri, cumuli e cumuli nembi ; coste di monte, architetture barocche ed attraverso tale esasperazione raggiunge immagini perfette ed eloquenti; raggiunge anche una situazione di lirica ebbrezza in cui l’imponderabilità, la capacità di volare liberamente negli spazi alti prende la forma di esseri sovrana turali, i suoi «Volarii» o «volatari» dai nomi misteriosi e sonanti, che nascono dal moto delle nuvole o dalla fantasia, per definire figurativamente una lieta apertura dell’anima al senso del meraviglioso. La fiducia di Abacuc nei mezzi classici della rappresentazione pittorica nasce dalle esperienze della vita — ma è alimentata dalla natura stessa dell’ispirazione, da certi aneliti giovanili e dalla convinzione che ciò che deve durare deve essere detto con strumenti destinati a durare, con immagini capaci di rifiorire ad ogni incontro con lo spettatore. LUIGI CARLUCCIO, 1965 La mia dimora è l’atmosfera dove mi capita spesso di vedere cose strane come : Montagne levitate, basiliche assunte, mostri in disuso oppressi dalla purezza del cielo, vittime di sacrifici nordici, ecc. L’aria nella sua molteplicità degli aspetti è il mio nutrimento. Come l’ago magnetico cerca il nord, cerco il sole : punto energetico da cui si dipartono tutte, tutte le cose. Poco più in alto del centro del torso, c’è la base di una galassia in espansione che sale fino alla cupola del cranio. L’energia che si sprigiona da essa è indirizzata a centrare ed a influenzare altri. ABACUC, 1967