calandri mario calandri è nato nel 1914 a torino dove vive e lavora. E’ tutta una vita segreta e a volte grottesca, per la sua densità di sentimenti che si affolla in un groppo, dentro la quale Calandri fa la cernita con occhio acuto e una straordinaria finezza di eventi fantastici. La vita sparisce, e sul culmine dall’addio, Calandri ferma nell’invenzione pittorica un cenno, un’illuminazione e un’eco, in una conturbante contaminazione di sfatto e di ribollente germinare, di macabro e di trasognato ammiccare, con una visione cosi folta di segni e di simboli che il furore del ripensamento non riesce a sciogliere del tutto l’accoratezza struggente per una sequenza di storia che si spegne. Il racconto che si addensa tra queste immagini balenanti nella misteriosa trama di una vita infinitesimale tende quindi a trasferire l'intera materia in un altro luogo, quello della fantasia, che vince lo scialo distruttore e tramanda una presenza nel taglio improvviso della memoria, come fa la luce quando percorre, gelida, lo spessore funebre del buio e le spoglie rinascono, ridiventano vita. MARCO VALSECCHI, 1967