sogni d’inverno 1966 te, proprio anche attraverso l'incastro a non finire dei materiali che lasciano sentire il grezzo delle loro sostanze, appena mascherati di colori come in una parata di pretenziosi travestimenti. Il senso di incomunicabilità e di tetra science-fiction dei personaggi, lo schiacciamento della speranza e la chiusa fatalità dei manichini mostruosi, riesce dunque a riagganciare l'attenzione e il consenso dello spettatore attraverso il diaframma particolare di una luce di ribalta, in cui il racconto rappresentato e i suoi attori si muovono assurdi ma possibili. Ammettendo tale rappresentazione, riusciamo a cogliere anche il significato di queste mutazioni dell'uomo in meccano, ordigno, architettura solenne e rovinosa. Fin dalle prime opere compiute da Cordani i corpi d’automi paiono chiusi in una solitudine senza scampo, pietrificati e calcinosi, prigionieri contorti, avvitati da una molla che si inceppa : il tema iconografico si accampa sulla tavola lignea solo o in una schiera di uguali ripetuti fino all’ossessione. Tale costruzione ha toccato momenti di