grande ritratto di grande uomo 1967 tensione ardita nei disegni e nelle figure compaginate a rilievo o nei recenti «animali del cielo». Se talvolta vi serpeggia un aspetto ludico, questo è sotteso sempre da un accento sarcastico e minaccioso : l’uomo marionetta è incapsulato senza scampo nella gabbia delle sue membra complicate. In qualche esempio si può ritrovare una somiglianza coi procedimenti di Louise Nevelson; ma negli spettri di Cor-dani è di solito presente un’intenzione critica e denunciante. Il personaggio è abitato da una incredibile, arcigna fioritura di pezzi e parrebbe facile poterlo sezionare e numerare in tutte le sue parti ; se non che, il complesso dei suoi aggeggi rimane sfuggente alla logica e irrompe con moti a sorpresa, travolto dai colori cangianti, aciduli, ambigui, in mi intrico insolubile. La chiave della figurazione è tutta nel ritmo ossessivo di crescita su quelle grucce dinoccolate, infestate da macule velenifere, per cui la struttura, sotto la specie di una bizzarra metafora, assume un aspro significato moralistico. ELDA FEZZI