un isolato che opera in piena libertà espressiva e consegue risultati di autentica originalità. Meno genericamente italiano, più tipicamente europeo come mentalità e cultura, Dangelo è uno degli artisti più sicuramente dotati nel clima della pittura contemporanea. Questo aspetto può spiegare il suo successo personale che, sino ad oggi, gli ha valso maggiori consensi all'estero che in Italia. Dangelo, pur postulando un’arte d’evasione, non impegnata sociologicamente, considera la pittura solo tecnicamente valida per quell’interesse alla significazione logica che è in aperto contrasto con le mode e i culturalismi vari. E' dunque importante rilevare che è anti-pop, che rifiuta il neo-dada, preferendo inserirsi con una produzione personale « in chiave surrealista» di tipo narrativa, e, in parte, rappresentativa. Poiché Dangelo considera la pittura come un «baluardo» che accanitamente e strenuamente difende l’individualista, in senso assoluto, non c’è da sorprendersi minimamente se altri pittori « solitari », come Guidi, Turcato, Tancredi, e Gorki sono da lui preferiti. L’innegabile seduzione che egli esercita testimonia di come gli siano radicate certe convinzioni e. in vena di confidenze, vi dirà che considera come « ...i cardini maggiori per lo spostamento necessario della macchina moderna in favore dell'uomo, Picabia, Duchamp, Max Ernst, Magritte, Mesens e Paul Klee... ». Ecco perchè, Dangelo, dipinge dei quadri delicatissimi, quasi immateriali, preziosi, che creano panorami assolutamente immaginari, con un coktail incredibile d'ingredienti eterogenei: fantascienza, cosmogonia, poutpourrv, collage, bricolage, diario giornaliero, emozioni ritrovate nella memoria, documenti anonimi. Opere, aneddoti, episodi, sono troppo numerosi per tracciare in breve una storia di Dangelo. Ricordiamo che ha fondato la rivista « Il Gesto », che ha collaborato a pubblicazioni europee, che è stato invitato alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Parigi, al Premio Carnegie di New York, e che, parallelamente alla sua attività di pittore. ha anche svolto una intensa opera di scrittore, ridigendo coraggiose prefazioni per altri artisti. Tutta la sua numerosa multipla attività, sia pittorica, sia grafica, sia letteraria, si è sempre distinta per un innato talento esecutivo, ricchezza d’immaginazione e gioia di vivere con «humour». Sopratutto la sua pittura, maturata nell’intimità e nei contatti esterni con il mondo, trova sovente spunti autobiografici e, concludendo, possiamo permetterci d’affermare che Sergio Dangelo è oggi un caso unico di « pittura poetica » del momento storico attuale. FRANCO PASSONI