Happening 1967 qualcosa che si eleva alla dignità del fantastico. Il miracolo del passaggio dalla sfera quotidiana alla zona fantastica si fa, nella sua pittura, grazie appunto all’uso di un certo dinamismo espressionistico. Quello che dunque potrebbe sembrare a prima vista, per il pittore napoletano, un handicap, diventa curiosamente un vantaggio, in quanto non solo l’intensità del mezzo di natura espressionistica garantisce l’efficacia dell’ironia, ma essa permette anche felicemente l'accesso ad una dimensione fantastica in cui la poesia non è esclusa. Un paradosso pressoché della stessa portata è quello se osserviamo le varie influenze subite da Donzelli nel corso della sua più recente evoluzione, le quali mi affretto a dirlo, non interessano la sua pittura al di là del suo momento formativo (agendo cioè come stimoli e non già marcandone i risultati nel loro aspetto definitivo), influenze che vanno da Alien Jones, a Bertholo, ad Adami e perfino, in minima parte, a Fahlstrom. Queste influenze diventano per Donzelli dei semplici pretesti che vengono utilizzati per un contesto diverso, proprio, in cui le preoccupazioni narrative e le intenzioni personali del pittore hanno il ruolo più importante; scaricate della