gallizioli giuseppe gallizioli è nato a costalunga (brescia). vive e lavora a brescia. Le risorse inequivocabili di questo sorprendente pittore bresciano, Giuseppe Gallizioli, appaiono capaci di una tale acutezza narrativa che, prima ancora di provarsi ad un’analisi di ciò che si concentra nei suoi dipinti — sia come risposte culturali che come facoltà visionarie native — se ne avverte la qualità. Dentro il « sentiero segreto », trovato e seguito da Gallizioli fin dalle sue prime battute esplorative, oggi egli approfondisce le tracce nel senso di una chiarificazione vitale di certi misteriosi svolgimenti naturali, e colma di umori veri quelle metamorfosi favolose. Nelle fasi diverse di questa esplorazione, prima attenta ad un microcosmo di natura terrestre, più vicino alle efflorescenze vegetali; poi lentamente condotta sulle trasmutazioni di fantastiche specie organiche e zoomorfe, si può sempre ritrovare quasi una freschezza di natività naturale, sì che l’ambiguità delle forme si chiarifica nel contesto stillante di immagini che operano in rapporto armonioso nell’ambito pittorico. Nell’apparizione e prolificazione quasi spontanea (ma in pratica seguita con impulso consapevole dallo strumento grafico e pittorico) di quelle metamorfosi, Gallizioli si trova in una giuntura vivacissima delle situazioni post-informali, benché dell’informe questo pittore autentico abbia fatto un uso tutto suo, calandosi in un terreno che, somigliante a quello di Dubuffet, brulicava invece di un movimento più semplice e naturale di semi e insetti. L’informale crepitava di vita amebica, conservava un ronzio di linfe e poteva giungere a rinsanguare e ricostruire quella « cosa » ansiosa e misteriosa che oggi campeggia ondeggiante sulla riva alta di una sezione di terra-carne, cellula vivente dalle intonazioni fisiologiche ambigue-umane o vegetali? — ma dagli umori freschissimi. Una sonda delicata penetrava prima nei cespi di giardini e boschi, sul cui spessore animato arrivava talora un ordigno, un nucleo anch’esso della stessa materia; già la sua presenza indicava la probabilità di una avventura più turbata e misterica dentro le latebre della vita. Da quegli anditi poteva poi nascere l’apparizione di una figura ampia e formata, quasi un gabbiano, un minotauro, un gallo o altre branchie semoventi, che appaiono in un primo stadio di trasformazione da un plasma originario alla forma riconoscibile. Le immagini sono nitide e.