enigmatica che si accampa nel fondo delicato e trasparente, respira con moti danzanti e ancora un poco tenebrosi, come di un polmone o cuore funzionanti alla luce velata di un mattino. E' chiaro che anche lo « spazialismo » viene abbordato ormai come un luogo precisato, che risponde a rapporti più nitidi e consoni alla enucleazione di un singolare e individuato evento. La immagine metaforica vi sta di casa e vi agita le sue possibilità di liscila e di significato, con una chiarezza linguistica autentica. Il modo in cui Gallizioli racconta, così sospeso e vibrante nello stesso tempo, assume un tracciato tagliente e falcato che distribuisce con misura sempre adeguata i valori; è tra i più suggestivi che si possano attendere oggi, in una stagione artistica che, tra passività industrialistiche e tautologie culturali, spinge ad esigere incontri con opere di genuina vi la poetica, ovunque si trovino e sotto qualunque segno si manifestino, purché sia così aperto e toccante. ELDA FEZZI, 1966