garagnani mario garagnani è nato a bologna ne! 1931, dove vive e lavora. La presenza di Mario Garagnani nel gruppo, ragguardevole, dei giovani artisti bolognesi che hanno operato agli inizi del clima informale e che oggi sono impegnati in positive ricerche, non è molto avvertita. Ho già avuto occasione di sottolineare come questo pittore (che oltre a diversificarsi dagli altri per la sua pittura veramente singolare si distingue anche per l’atteggiamento staccato nei confronti della corsa al successo che alcuni iniziano veramente troppo presto) sia oggetto di una sottovalutazione che non mi pare giustificata altro che dalla sua riottosità a mantenere quelle public-relations divenute ormai indispensabile routine per il pittore, che fanno ormai parte del mestiere di pittore ed alla cui pressante esigenza, al cui dispendio di energie non tutti sanno sottomettersi. Garagnani è dunque meno noto, anche localmente, di quanto sarebbe giusto. Meno apprezzato perchè pressoché sconosciuto alla stessa critica bolognese. Tra l’altro la scelta di una pittura ibrida e ambigua favorisce la naturale pigrizia di chi ancora non rinuncia alla pelagica bonaccia informale. Eppure Garagnani è il pittore che potrebbe esemplificare « strutturalmente » il momento di passaggio e sutura tra l’informale e la neofigurazione surrealisticamente implicata Questi squarci chiari, questi toni « pastello » che campiscono larghi spazi nelle ultime tele alludono anche ad una ritrovata dimensione romantica che, da un punto di vista puramente esistenziale, apre all’artista tutta una nuova dimensione operativa. Delle avanguardie storiche, che formano la base delle attuali ricerche, il Surrealismo appare ancora quella più vitale ; e se certi frettolosi esegeti nostrani ne avevano già conclusa la line avvenuta, secondo loro, una decina d’anni fa, assistono oggi alla rivalutazione in campo europeo ed a una specie di «raptus» improvviso dei nostri pittori che, adeguandosi, come hanno fatto con la maggior parte delle ultime avanguardie con un certo ritardo, giurano adesso sul Surrealismo con la stessa convinzione con la quale giuravano, tre anni fa.