girardello silvano girardello è nato a giacciano (rovigo) nel 1928. vive e lavora a verona. Anche negli ultimi quadri Girardello continua ad illustrare, attraverso i modi stilistici delle « intrusioni » e delle « contaminazioni », alcune situazioni precise della nostra esistenza. Codeste immagini dunque svolgono una sola metafora con accanita pervicacia: lotta, scontro dialettico, diatriba di «valori» diversi. Ad una prima lettura il contenuto si rivela con esplicita chiarezza, ed è il ricordo di un mondo chiaro e affabile, ordinato e definito, la cui conservazione è di continuo minacciata da ordigni nuovi e sempre più organizzati. In queste immagini però le allusioni, i simboli adoperati non possono non essere che chiari, evidenti. I vari stilemi si sovrappongono con precisa intenzionalità, non si accumulano in libertà, non vogliono disporsi secondo trame casuali. Dunque ad ogni « stilema » nuovo e antico è affidato un preciso messaggio : il paesaggio classico di fondo svolgerà il suo ruolo con giusta determinazione. A queU’aria quieta e serena, a quel cielo pulito verrà assegnato il compito di contrapporsi al virulento grottesco personaggio il cui ruolo blasfemo e distruggitore è svelato dal coagulo di elementi meccanici con gli altri emblemi ridondanti e spurii che lo compongono. Altrove l’elemento di contrapposizione a cotesti mascheroni meccanizzati sarà una natura morta cubista ; così che si rivelerà chiaro che il ricupero dei vari linguaggi non è mai in funzione meramente oltraggiali te o dissacrante. Ne verrà una rilettura, in termini talvolta ironici di stili diversi, le dilatazioni spaziali ad esempio della natura morta brachiana, le spezzature, i tagli possono leggersi qui non solo come volontà di reperire altre dimensioni spaziali dagli oggetti, ma anche ed indirettamente come «natura che si disfà », situandola storicamente in una stagione breve ed irrepetibile.