Un quadro scopertamente rivelatore di un simile operare è il grande collage del «COMMITTENTE». Il personaggio da Van der Goes è insieme simbolo di una « fede » ipocrita ed interessata, ma di siffatta ipocrisia solo adesso ci accorgiamo. In questo modo il quadro antico viene riletto : attraverso la sostituzione dell'immagine sacra con un'altra, meno illustre e pura, ma certo più in sintonia con la figura morale del personaggio rappresentato. Nel contempo l’immagine nuova : la pin-up altera e scoperta-mente eroticizzata, non viene più letta come immagine volgare, da rotocalco, simbolo di una concezione massificata del sesso, ma così inserita in un nuovo contesto, si purifica e si svolgarizza, diviene « classico », non più immagine di un repertorio « basso » e triviale, insomma non più « illustrazione » ma « decorazione ». Per Girardello (così come per altri pittori) sembra non esistano «livelli» diversi di immagini: in sostanza ogni elemento visivo, da qualsiasi fonte lo si tragga, colto o popolaresco, alto o basso, fotografato o dipinto, ha in se'1 la possibilità di diventare « altro », « diverso » appena entra in contatto con immagini della più varia estrazione. Ma non tutte le immagini possono entrare in sintonia tra loro. Per Girardello siffatti ricuperi stilistici non avvengono mai secondo un indiscriminato accumulo, egli non si abbandona ad un facile gioco. Naturalmente una operazione come questa, spesso irritante e provocatoria, abbisogna di una più diretta e precisa resa « tecnologica ». Il mezzo pittorico tradizionale non ha di per sè sufficente «stru-mentalità», risulta indeguato quando si voglia ottenere effetti di ricalco, di riporto stilistico. Per questo Girardello s’industria ad affinare sempre più la tecnica e a sperimentare e ad applicare mezzi « meccanici » più congeniali e che più scopertamente possano evidenziare la sua immaginazione. G. S„ 1967