goberti franco goberti è nato a ferrara nel 1939. - vive e lavora a ferrara. Goberti s’è lasciato alle spalle l'atteggiamento genericamente protestatario e intimistico proprio c!i tanta parte deH’informale « angosciato »; la sua coscienza è ben desta e sempre all'erta per capire, storicizzare e giudicare. Ecco allora che si chiarisce il senso di ((negli scorticati che soffrono e si dibattono sulle sue tele. Tuttavia, come già Vespignani nelle sue anatomie e come pure Jardiel nei suoi lebbrosi, Goberti rappresentando i guasti della carne intende rimandare ben più al di là del dolore fisico. Il dolore fisico è un pretesto figurativo, è un traslato per esprimere più efficacemente e direttamente l'anormalità dell’odierna condizione umana in un mondo in cui è sempre più impossibile realizzare se stessi ed in cui è in atto una guerra assurda, condotta da una grande e organizzatissima potenza contro un piccolo popolo. E se in queste immagini sanguinanti di scorticati manca l'aspetto macabro e scientifico delle anatomie di Vespignani, se vi manca l’ossessionante e metafisico silenzio che invischia le cancrenose mummie viventi di Jardiel, non è soltanto perchè il discorso di Goberti nasce in un momento e in un ambiente diversi, ma anche perchè Goberti è più giovane e crede più intenso di tutti il dolore fisico della carne viva e, da giovane, soffre soprattutto il dramma dell’incompletezza e dell’irrealizzazione dell’uomo d’oggi. Per lui questo dramma è una sorta di condanna moderna, di male oscuro connaturato alla nostra epoca che ha perduto per sempre l’immagine dell'uomo completamente realizzato, per cui il suo scorticato finisce con l’apparire il canone dell’uomo contemporaneo come il famoso disegno di Leonardo lo era dell’uomo di ieri e se oggi questo corpo, o meglio questo tronco umano può essere inscritto in un cerchio è solo in quello formato dal telemetro incorporato sui fucili di alta precisione. Ed è con precisione figurativa e nettezza oggettiva che Goberti vuole registrare il fenomeno, contrapponendo così alla precisione dei moderni strumenti di morte la precisione tutta razionale della sua contestazione. Per questo il tema della violenza compiuta con l’ausilio di armi scientificamente perfezionate, ossia del massacro scientificamente e scientemente organizzato è un passo avanti del discorso pittorico di Goberti rispetto alla serie dei tronchi umani di circa un paio d’anni