jecchio 1967 quasi un figurare alternatamente in terza ed in prima persona. L'uomo anche di fronte allo specchio, cioè di fronte a se stesso, manca di completezza. Nella sua intimità è ambiguo, sfuggente, istrionico ed evita, forse per illudere se stesso più che gli altri, di mostrarsi nel suo vero aspetto davanti a quella spia impietosa che è lo specchio. Solo gli oggetti (la poltrona, la cravatta) rimangono quello che sono e appaiono le uniche presenze genuine. E già il fatto che per «vedersi» l'uomo debba ricorrere ad uno specchio, è di per sè sintomatico. GIORGIO DI GENOVA, 1967