ìnvrea ¡rene invrea è nata a diano d'alba cuneo. - vive e lavora a bossolasco (cuneo). Più le cose ci appaiono semplici più si è tentati di pensare che siano complesse e condizionate da chissà quali motivazioni misteriose. Nei dipinti di Irene Invrea, per esempio, vediamo rinoceronti che pascolano su praterie distese all'infinito, delicate e fragili praterie, morbidi tappeti di margheritine e di soffioni. Vediamo nugoli di farfalle, fitte come gli sciami dei moscerini attorno alle lampade nelle sere d’estate o voli di gabbiani, che battono il cielo in bizzarre formazioni, e siamo subito tentati di cercare le segrete significazioni — simboli, allegorie, predizioni — di figure che in sò non hanno nulla di arcano ; che appartengono anzi all’inventario più comune : gli albi delle scuole materne e le figurine premio. Può accadere a volte che un rinoceronte si involi dentro una bolla trasparente ; che ci osservi guardandoci dall’alto attraverso un buco fatto nelle nuvole ; che solitario si muova sospinto da un’assurda malinconia lontano dal branco, su un orizzonte di leggere ondulazioni terrestri, mentre dal cielo notturno lo spiano la luna ridotta ad un nitido spicchio ed altri pianeti, che invece hanno acquisito sembianze umane. Può accadere, cioè, che nell’imagèrie di Irene Invrea compaiano degli elementi che ci sorprendono e ci sconcertano, e che con la loro incongrua presenza fanno crescere il sospetto che l’artista voglia alludere ad eventi situati oltre i limiti dell’interpretazione letterale dei segni. La bolla trasparente, il foro praticato nelle nuvole, i volti ambigui dei pianeti sono soltanto gli elementi di un sogno. questo sogno è il sogno, così ovvio del resto, di un rinoceronte afflitto dal peso e dall’ingombro che lo tengono ancorato alla crosta pur così gentile della terra. Ma noi. per un’abitudine che i fenomeni dell’arte contemporanea hanno quasi incallita, ci sforziamo di vedere « altre cose » diverse ; ci domandiamo ostinatamente se quei segni innocenti non portino con sè una magari piccola maliziosa punta di veleno. E’ difficile riconoscere che la cosa più misteriosa di una cosa semplice è appunto la sua semplicità. Difficile dunque ammettere che nella pittura di Irene Invrea non trova posto nemmeno la complicazione gentile che pur aggomitola la più semplice delle fiabe. Se è una fiaba è, semmai, quella stessa dell’origine dell’esistenza e della conoscenza. Irene Invrea si muove infatti in una lunga ricognizione di un